Scoperto a Catania canile lager: oltre 50 cani e altri animali legati senza acqua e cibo

Canile lager Catania

Un nuovo canile lager è stato scoperto dalla Polizia di Stato a Catania, nel quartiere di librino. Dopo una lunga serie di controlli gli agenti hanno constatato le condizioni pietose che gli animali detenuti nella struttura erano costretti a sopportare.

Più di 50 cani, oltre a pecore, maiali, oche, cavalli e un bue vivevano abbandonati a loro stessi legati alla catena all’interno di gabbie sovraffollate e ammassate tra loro, senza né cibo né acqua pulita.

È proprio la Polizia a darne notizia e a diffondere su Twitter le immagini terribili riprese all’interno del canile lager.

Gli animali, alcuni malati e visibilmente sofferenti, trascorrevano le loro giornate da soli, in recinti ricoperti di escrementi, tra ciotole di acqua putrida e melmosa, assolutamente imbevibile.

Quello che doveva essere un rifugio sicuro per far dimenticare agli animali i maltrattamenti subiti in passato era in realtà un incubo.

I cani e gli altri animali ospitati nella struttura provenivano infatti da situazioni di maltrattamento e disagio e venivano affidati dagli enti comunali al rifugio, così che potessero rimettersi in sesto.

I due gestori del canile lager, che oltretutto ricevevano anche donazioni economiche per prendersi cura degli animali, sono stati iscritti nel registro degli indagati per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.
I due hanno ammesso le proprie responsabilità e sono tenuti a ripristinare condizioni idonee al benessere degli animali.

Quello dei canili lager continua a rappresentare una piaga che interessa tutto il nostro Paese, in particolare le regioni del Sud dove risulta più faticoso contenere il fenomeno del randagismo.
Ad accogliere i cani randagi sono soprattutto strutture private con cui le amministrazioni locali stipulano convenzioni, offrendo ai rifugi dai 2 ai 7 euro per ogni animale ospitato.

In assenza di controlli efficaci, i gestori dei canili privati puntano solo ad accogliere il numero più alto possibile di cani, così da ricevere contributi maggiori a scapito delle condizioni di benessere e salute degli animali.
I cani finiscono dunque ammassati in strutture sovraffollate e sporche, dove cibo e acqua non sono sufficienti e senza che gli vengano garantite le cure veterinarie necessarie.

È necessario che le amministrazioni investano in canili comunali e che effettuino controlli efficaci nelle strutture private con cui stipulano convenzioni. Non è accettabile che si lucri sulla salute e sul benessere di questi animali innocenti e indifesi.

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Tatiana Maselli

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario Saponi e cosmetici fai da te, "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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