Scoperto a Catania canile lager: oltre 50 cani e altri animali legati senza acqua e cibo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Un nuovo canile lager è stato scoperto dalla Polizia di Stato a Catania, nel quartiere di librino. Dopo una lunga serie di controlli gli agenti hanno constatato le condizioni pietose che gli animali detenuti nella struttura erano costretti a sopportare.

Più di 50 cani, oltre a pecore, maiali, oche, cavalli e un bue vivevano abbandonati a loro stessi legati alla catena all’interno di gabbie sovraffollate e ammassate tra loro, senza né cibo né acqua pulita.

È proprio la Polizia a darne notizia e a diffondere su Twitter le immagini terribili riprese all’interno del canile lager.

Gli animali, alcuni malati e visibilmente sofferenti, trascorrevano le loro giornate da soli, in recinti ricoperti di escrementi, tra ciotole di acqua putrida e melmosa, assolutamente imbevibile.

Quello che doveva essere un rifugio sicuro per far dimenticare agli animali i maltrattamenti subiti in passato era in realtà un incubo.

I cani e gli altri animali ospitati nella struttura provenivano infatti da situazioni di maltrattamento e disagio e venivano affidati dagli enti comunali al rifugio, così che potessero rimettersi in sesto.

I due gestori del canile lager, che oltretutto ricevevano anche donazioni economiche per prendersi cura degli animali, sono stati iscritti nel registro degli indagati per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.
I due hanno ammesso le proprie responsabilità e sono tenuti a ripristinare condizioni idonee al benessere degli animali.

Quello dei canili lager continua a rappresentare una piaga che interessa tutto il nostro Paese, in particolare le regioni del Sud dove risulta più faticoso contenere il fenomeno del randagismo.
Ad accogliere i cani randagi sono soprattutto strutture private con cui le amministrazioni locali stipulano convenzioni, offrendo ai rifugi dai 2 ai 7 euro per ogni animale ospitato.

In assenza di controlli efficaci, i gestori dei canili privati puntano solo ad accogliere il numero più alto possibile di cani, così da ricevere contributi maggiori a scapito delle condizioni di benessere e salute degli animali.
I cani finiscono dunque ammassati in strutture sovraffollate e sporche, dove cibo e acqua non sono sufficienti e senza che gli vengano garantite le cure veterinarie necessarie.

È necessario che le amministrazioni investano in canili comunali e che effettuino controlli efficaci nelle strutture private con cui stipulano convenzioni. Non è accettabile che si lucri sulla salute e sul benessere di questi animali innocenti e indifesi.

Leggi anche:

Tatiana Maselli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

TryThis

L’app che ti fa divertire sfidando i tuoi amici anche durante il lockdown

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook