Green Hill: liberi tutti! I giudici confermano il sequestro dei beagle

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Liberi tutti. L'allevamento di Green Hill è stato dissequestrato, i cani, per fortuna, loro no: quelli già affidati, circa 800 fino ad adesso, resteranno al sicuro tra le braccia e l'affetto di chi li ha adottati, mentre i 1400 ancora detenuti nel lager verranno affidati nei prossimi giorni da Lav e Legambiente. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Brescia, che su istanza dei legali dell'allevamento di Montichiari era stato chiamato a valutare un possibile dissequestro.

Le associazioni esultano. "La Lav e Legambiente- si legge in una nota- esultano e con loro tutta l'Italia civile e le persone che hanno concorso a questo grande risultato di unità di intenti". I custodi giudiziari stanno ora operando affinché le operazioni di affido dei beagle possano riprendere il più presto possibile, ma spiegano: "lottiamo contro i mulini a vento di chi cerca di sabotare il risultato finale da tutti noi sperato, per esempio telefonando ad affidatari e dando appuntamenti fantasma, disseminando notizie false, valutazioni personali non comprovate, proponendo consegna di animali a casa e tante altre assurdità".

Secondo la Lav ci sono state "difficoltà tecniche, ora superate, degli operatori istituzionali. Quella in atto è una procedura legale, formale, delicata sulla quale non decidono solo i custodi giudiziari, purtroppo. Tutti vogliamo fare prima possibile, ma senza commettere nemmeno un errore che servirebbe solo a Green Hill e ai suoi sostenitori. Lavoriamo incessantemente 24 ore al giorno da oltre una settimana per portare fuori più cani possibile conclude la Lav, ma combattiamo con burocrazia, figure professionali con formazioni dissimili, quintali di materiale da recuperare per far funzionare il Campo base e molto altro".

Inviperiti, invece, i legali della multinazionale che alleva animali destinati alla vivisezione, che chiederanno i danni economici del sequestro, piuttosto alti tra "commesse" mancate e cani sequestrati, che valgono più di 2mila euro l'uno. Durante l'udienza davanti ai magistrati per la discussione del dissequestro avevano sostenuto: "le contestazioni all'azienda non sono idonee a configurare il reato di maltrattamento di animali, l'allevamento è perfettamente regolare". Sarà possibile leggere le motivazioni della sentenza tra circa una settimana, ma i legali potranno, nel frattempo, ricorrere in Cassazione.

Intanto, Legambiente festeggia la conferma del sequestro probatorio di Green Hill con l'arrivo a Roma di altri Beagle dell'allevamento di Montichiari. Dopo gli 8 cuccioli arrivati venerdì scorso alla stazione Tiburtina, questa sera sono attesi presso la sede di Legambiente Nazionale altri cuccioli dagli otto mesi in su, tutti pronti per incontrare le nuove famiglie romane adottive, selezionate tra le numerose che hanno effettuato la richiesta via internet sul sito dell'associazione ambientalista. La consegna, difficile stabile l'ora, sarà nel piazzale di Via Salaria 403, dove per l'occasione è stato allestito un vero e proprio villaggio, chiamato il villaggio della libertà.

"Le operazioni per far uscire i cani da Green Hill sono lente e difficili, ma da parte nostra c'è la massima e continua operatività senza neanche una sosta - dice Antonino Morabito, responsabile Fauna di Legambiente - Stiamo facendo di tutto per ridare la libertà a questi beagle. Il lavoro che sta portando avanti Legambiente sulla selezione delle famiglie affidatarie è preciso e meticoloso, perché la salute e il benessere di questi animali è fondamentale. Invece, per quanto riguarda i cani già affidati, stiamo procedendo con un lavoro di controllo e verifica e stiamo raccogliendo tutti i casi in cui emergono le condizioni non idonee in cui erano tenuti gli animali all'interno dell'allevamento di Green Hill".

Per affrontare al meglio l'emergenza beagle, l'associazione ambientalista ha inoltre attivato un call-center (0686268330 - 0686268344) e un indirizzo e-mail ([email protected]) a cui i cittadini si possono rivolgere per chiedere le informazioni necessarie.

Resta però da capire cosa ne sarà della struttura ora che è stata dissequestrata. Probabilmente nei prossimi mesi il proprietario potrebbe apportare delle migliorie e ritornare in regola, ma tra pochi giorni il Senato discuterà il famoso art. 14, che vieta sul suolo italiano l'allevamento di cani, gatti e primati per la sperimentazione. Una discussione più volte rinviata. In Commissione XIV, infatti, non sono ancora pervenuti i pareri delle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali e senza di essi non si può ancora procedere alla votazione degli emendamenti relativi alla Legge Comunitaria 2011. Ma l'Italia è stanca delle parole. Vuole che Green Hill non riapra mai più. Che in nessun luogo della terra ci sia più una Green Hill.

Roberta Ragni