ippopotamomacerata

Come può un ippopotamo sopravvivere nelle vita trafficate delle nostre città? Una vera e propria giungla, da cui non si esce indenni. Sarebbe stata questa la domanda che gli animalisti avrebbero dovuto porsi prima di liberare Aisha, un ippopotamo di 8 anni, rimasto ucciso sulla strada provinciale 361, a Macerata. Non è il primo caso di animale selvatico in giro per le strade del nostor paese, ma molto spesso si tratta di esemplari scappati da soli dai circhi. Ma non sempre la loro sorte è felice e le storie si concludono con un lieto fine. Ed è quello che è accaduto allo sfortunato ippopotamo, fatto uscire dalla sua gabbia del Circo Orfei, accampato nel maceratese. Ma la sua libertà è durata poco e le è costata la vita.

L'ippopotamo del circo è stato infatti travolto da un'auto, morendo sul colpo. Alla guida del veicolo due ragazzi che nonostante tutto non sono riusciti ad evitare lo scontro col povero animale. I due giovani hanno riportato delle ferite ma per Aisha non c'è stato nulla da fare.

Il circo si trova al centro fiere di Villa Potenza, alla periferia di Macerata. Stando alle dichiarazioni del responsabile, Daviso Montemagno, un gruppo di animalisti ha aperto le gabbie di alcuni animali: “Le recinzioni sono state divelte e sono scappati cavalli, zebre, struzzi e l'ippopotamo Aishaha detto Montemagno che ha presentato denuncia in questura.

Sulla questione circhi, ci sarebbe molto da discutere. Inutile ricordare le condizioni spesso terribili in cui sono costretti a vivere gli animali. E nonostante le rassicurazione dei responsabili dei circhi, non sarà un caso se giraffe, tigri ed elefanti tentino la fuga. Con esiti che spesso sono finiti male.

Com'è successo alla giraffa Alexander, che morì dopo una rocambolesca fuga a Imola. O ancora alla giovane tigre del Bengala di 3 anni del Circo Lidia Togni, scappata a maggio a San Giuseppe Vesuviano. E appena un anno fa, poteva finire in tragedia la fuga dell'elefante scappato dal circo di Amedeo Orfei, a Roma. Il povero animale ha rischiato la vita e messo a rischio quella degli automobilisti, finendo a vagare nel GRA.

Ma per Aisha, che si è ritrovata sulla strada provinciale 361, non c'è stato nulla da fare. Di certo non stava meglio rinchiusa in una gabbia, ma la sua sorte non è stata di certo migliore. La sua liberazione, da parte degli animalisti, le è costata la vita. Non sempre quindi agire in questo modo significa fare il bene degli animali.

E la breve esistenza di Aisha si è conclusa così, sul ciglio di una strada, in una fredda notte di dicembre.

Francesca Mancuso

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