Piano a induzione: 5 cose da sapere prima di acquistarne uno

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Vuoi passare al piano induzione al posto del fornello a gas? Ecco alcune cose che dovresti valutare prima dell'acquisto

Il piano a induzione è un’ottima alternativa ai fornelli a gas, sia per la sua sicurezza che per il minore impatto ambientale. Ci sono 5 cose che dovresti sapere prima di acquistarne uno!

I fornelli a gas sono una delle alternative più utilizzate in Italia e in tutto il mondo per cucinare, ma ci sono varie controindicazioni. Oltre al pericolo di avere una fiamma viva in casa e ad una pessima distribuzione del calore in cottura, i fornelli a gas inquinano. Da uno studio pubblicato dall’Università di Stanford è emerso un dato preoccupante: le condutture che portano il gas e i fornelli che lo usano rilasciano molto più metano nell’aria di quanto pensavamo in precedenza.

Questo dato è significativo perché va a rafforzare la pericolosità di questi apparecchi, e incentiva a guardare a delle alternative concrete. La più sicura di tutte è indubbiamente il piano ad induzione. Andiamo a scoprirne le particolarità:

Come funziona un piano ad induzione?

Un piano cottura ad induzione è composto da una superfice in vetroceramica con delle bobine di rame poste al di sotto in corrispondenza dei fornelli. Quando l’elettricità attraversa il rame, crea un campo elettromagnetico che va a riscaldare direttamente la padella o la pentola posta al di sopra.

Questo significa che il fornello non si riscalda (riducendo a zero i rischi di ustioni per fornelli) e dando un risultato più omogeneo in cottura. Per vedere la differenza, puoi fare un test: metti del riso o delle fette di pane in una padella. Sul fornello a gas ci saranno delle zone più calde nella padella, ma in modo disomogeneo. Invece, il fornello a induzione riesce a distribuire il calore in tutta la padella.

Posso usare tutti i tipi di pentole sul fornello a induzione?

La risposta purtroppo è no. Se hai intenzione di acquistare un piano a induzione sarà meglio che controlli quante delle tue padelle o pentole hanno un fondo adatto a questo piano di cottura. Assicurati che abbiano un fondo completamente piano e che sia di metallo.

Ci sono due modi per capire se è adatta a un piano a induzione: c’è un simboletto a forma di bobina sul fondo, oppure puoi provare ad attaccarci su una calamita. Se non cade, è perfetta per lo scopo

Cosa devo fare per pulire un piano ad induzione?

Partiamo subito con il dire che pulire un piano ad induzione è molto più semplice che con la controparte a gas: basterà passare uno straccio sul vetroceramica per tenere tutto in ordine. La superfice piana e senza le griglie rende tutto il processo estremamente veloce.

Al contrario, i fornelli a gas hanno molti componenti che vanno lavati individualmente e spesso ci vuole tempo a pulire per  lo spazio trai fornelli, dove i grassi o i sughi possono bruciarsi, per colpa della fiamma viva.

Quanto consuma un piano a induzione quando sono accesi tutti i fornelli?

Da alcuni test effettuati, se utilizzi il piano ad induzione in modo completo (ovvero con tutti i fornelli accessi) in contemporanea con altri elettrodomestici, puoi arrivare a consumare più 3 Kwh.

Tuttavia, non capita molto spesso di dover utilizzare 4 fuochi contemporaneamente. Anzi, spesso alcune padelle sono troppo grandi e occupano più spazio del necessario, impedendoci di utilizzare uno dei fornelli. Per cui, nell’uso quotidiano potresti riscontrare una riduzione del consumo rispetto al più tradizionale fornello a gas.

Piano a induzione: ne vale davvero la pena?

Va fatta una precisazione non da poco: i piani a induzione sono costosi da installare, e se non hai il pentolame adatto, dovrai investire un po’ del tuo budget anche per cambiarle e prendere una con un fondo di metallo. Per cui, se usi molte pentole in coccio o ceramica, potrebbe non essere una scelta facile.

Ciò nonostante, fare un cambio verso l’induzione non significa soltanto investire sulla cucina, ma sulla salute. I fornelli a gas rilasciano vari gas che risultano tossici per gli umani – tra cui il metano, uno dei peggiori inquinanti. Questo dovrebbe farci pensare che forse questo è un investimento più che sensato, perché ci permette di eliminare una fonte di avvelenamento che abbiamo letteralmente in casa e di cui respiriamo i fumi peggiori.

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Laureando in Letterature e Culture Comparate all'Università dell'Orientale di Napoli. Si occupa di letteratura, sport, cucina e ambiente, collaborando anche con una nota rivista letteraria partenopea.

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