La startup che trasforma la plastica non riciclabile dei mari in mattoni più resistenti del cemento

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Costruire case con i rifiuti degli oceani:  l'idea di una start-up americana, che vuole salvare il mondo un pezzo di plastica alla volta. 

Costruire case con i rifiuti degli oceani:  l’idea di una start-up americana, che vuole salvare il mondo un pezzo di plastica alla volta. 

La plastica non è il problema, la questione è capire cosa farne ed essere parte della soluzione. Ecco la visione dell’azienda ByFusion Global Inc., che raccoglie i rifiuti di plastica dagli oceani per trasformarli in materiale da costruzione.

ByFusion utilizza una combinazione di vapore e compressione per modellare tutti i tipi di plastica, anche non riciclabile, in blocchi chiamati ByBlocks. Questi possono essere utilizzati per costruire qualsiasi cosa, dalle recinzioni alle mura, dalle terrazze alle fermate degli autobus.

Ma le vere protagoniste del processo di produzione sono i macchinari, chiamati Blockers. Queste macchine vengono riempite di cumuli di rifiuti, che sono poi schiacciati in blocchi, senza bisogno di smistamento. Dopo anni di ricerca e sviluppo, l’azienda ha installato un’unità di produzione completa a Los Angeles, dove può lavorare 450 tonnellate di plastica all’anno.

Ci sono tre varianti di ByBlock: alcuni sono modellati con pioli in modo da potersi incastrare, altri sono piatti e altri ancora sono una combinazione dei due. ByFusion sta anche lavorando allo sviluppo di mattoni più piccoli.

I blocchi sono persino più resistenti dei mattoni cavi in cemento. Possono essere rivestiti con qualsiasi tipo di materiale o lasciati senza copertura. Tuttavia, poiché la luce solare potrebbe rovinare la plastica, le costruzioni esterne devono essere rivestite con vernice trasparente o ricoperte con un altro materiale.

Il sistema funziona praticamente con qualsiasi tipo di plastica, comprese le reti da pesca; l’unica tipologia esclusa è il polistirolo. Inoltre, poiché la plastica  è fusa, il processo di assemblaggio del materiale non richiede un grammo di colla o malta. Di conseguenza, il procedimento non produce sprechi: 9 chilogrammi di plastica fanno un ByBlock dello stesso peso.
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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.

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