Fukushima: scoperta una nuova specie ibrida di cinghiali-maiali (e non sono radioattivi)

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Una specie ibrida di maiali sta spopolando a Fukushima. Una scoperta che ha lasciato di stucco gli scienziati giapponesi

Una specie ibrida di maiali sta spopolando a Fukushima. Una scoperta che ha lasciato di stucco gli scienziati giapponesi che stanno studiando gli effetti delle radiazioni sugli animali.

Uno studio genetico condotto dall’Università di Fukushima ha scoperto che esiste una nuova specie di cinghiale, nata dall’incrocio di questi animali con i maiali domestici fuggiti dalle fattorie dopo che lo tsunami e il terremoto distrussero l’area, provocando uno dei disastri nucleari più gravi della storia.

Gli scienziati dell’Università di Fukushima hanno utilizzato test genetici  tracciare l’eredità del terribile evento sul paesaggio e per monitorare l’impatto delle radiazioni sulla fauna selvatica. In particolare, hanno cercato di scoprire cosa succedeva agli animali selvatici in un’area contaminata dalle radiazioni che viene improvvisamente abbandonata dall’uomo e, allo stesso tempo, invasa dal bestiame domestico.

Sono state analizzate le sequenze genetiche di 338 cinghiali raccolte tra il 2006 e il 2018 in tutta la regione. Dai risultati dello studio è emersa l’assenza di mutazioni genetiche dovuta alle radiazioni. Ma inaspettatamente i ricercatori hanno ha fatto un’altra scoperta: il cinghiale si era accoppiato con i maiali creando una specie ibrida sconosciuta che ora popola la zona.

Sebbene le radiazioni non abbiano causato un effetto genetico, lo hanno fatto le specie invasive di suini domestici. Una volta che le persone se ne erano andate, i cinghiali hanno preso il controllo,

spiega Donovan Anderson, ricercatore dell’Università di Fukushima in Giappone.

I risultati, pubblicati sulla rivista Proceedings B, dipingono un quadro biologico sconosciuto, una vera e propria  “invasione biologica” da parte di questa  nuova specie:

Penso che i maiali non siano stati in grado di sopravvivere in natura, ma il cinghiale ha prosperato nelle città abbandonate – perché è robusto, ha aggiunto Donovan Anderson.

La zona di esclusione è stata revocata nel 2018, ma i funzionari hanno faticato a recuperare dati relativi a tali animali, che hanno letteralmente invaso la zona, libera dalla presenza umana. 

Tuttavia, la situazione sembra stia tornando alla “normalità” pre-disastro. Secondo gli autori dello studio, infatti, i nuovi geni invasivi stanno scomparendo. In altre parole, il ritorno dell’uomo probabilmente metterà fine a questa nuova specie:

Gli esseri umani sono davvero gli unici predatori di questi cinghiali. Quindi, quando le persone tornano, sarà davvero interessante vedere cosa faranno questi animali, ha aggiunto Anderson.

In realtà, un altro precedente studio pubblicato su Nature aveva individuato tracce di radionuclidi e in particolare di cesio nei cinghiali che vivevano nei pressi di Fukushima.

In conclusione, abbiamo dimostrato che il livello di contaminazione da cinghiali è ancora relativamente alto, anche se erano passati 8-9 anni dall’incidente di Fukushima. Col passare del tempo, tali livelli potrebbero essere scesi ma saranno necessari altri studi per confermarlo.

Fonti di riferimento: BBC, Royal Society

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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