Quelle 15 frustate che riaprono le piaghe e riaccendono le polemiche sul Palio di Siena

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Nessun cavallo morto, stramazzato al suolo quest'anno nel corso del Palio di Siena, ritornato in scena dopo due anni di stop per via della pandemia. Ma no, non possiamo parlare affatto di una vittoria. Nel corso dell'evento abbiamo assistito a violenze inaudite: una serie di frustate su Zio Frac, il cavallo che ha "vinto" la secolare competizione, infortuni, animali sfruttati e costretti a correre nonostante le temperature proibitive di questi giorni. Uno spettacolo brutale, portato avanti nel nome di un'antica tradizione. Quanta crudeltà dobbiamo ancora sopportare prima di abolire il Palio?

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Si è concluso il Palio di Siena del 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano dove, dopo due anni di stop causa Covid-19, i cavalli sono tornati a correre in uno degli spettacoli più popolari e contestati del nostro Paese. Ringraziamo che quest’anno non stiamo a contare l’ennesimo cavallo. Anche in questa edizione non sono mancati infortuni nelle prove e violenti colpi di frusta fino all’ultimo metro.

Ne sono la prova Istrice e Civetta, i due cavalli esclusi dalla competizione poiché infortunati o le frustate al fotofinish, più di 15, del fantino Giovanni Atzeni della contrada del Drago. Lui il vincitore del Palio 2022 con il cavallo esordiente Zio Frac, colpito all’inverosimile per battere i rivali.

A pagare il prezzo di questa tradizione sono i cavalli, il cui benessere sembra importare solamente se fuoriclasse. Dal 1975 al 2019 sono 51 gli equini morti in questa corsa della follia.

Tra le vittime vi è Raol, equino divenuto simbolo delle proteste di chi chiede di abolire questa violenta contesa. Il cavallo della Giraffa era stato abbattuto dopo essersi spezzato una zampa nella corsa. (Leggi anche:Palio di Siena: abbattuto Raol, il cavallo della Giraffa. I social scatenati contro una ‘tradizione anacronistica’)

Per la città di Siena la sua morte, come quelle dei tanti suoi simili, non è bastata a interrompere questo tipo di manifestazioni. Il Palio è un evento che divide nettamente l’opinione pubblica italiana per quanto l’amministrazione senese dica di voler tutelare gli equini.

Se per il sindaco la tutela dei cavalli fosse davvero un tema centrale lo abolirebbe (il Palio).

Questi tornei sono competizioni anacronistiche spesso fatali per gli animali. Per questo motivo, da sempre, ne auspichiamo l’abolizione. La tradizione non vale la vita di un essere senziente, ribadisce il presidente dell’OIPA Massimo Comparotto.

C’è chi da un lato difende il Palio a spada tratta, definendolo una “tradizione da preservare” tant’é che il Palio di Siena è stato proposto come patrimonio dell’umanità, per fortuna la sua candidatura è stata bocciata. (Leggi anche:Bocciata la candidatura del Palio di Siena a Patrimonio Unesco. I cavalli ringraziano)

Dall’altro lato ci sono poi gli animalisti che, a gran voce, denunciano il Palio, considerandolo una brutalità a cui mettere fine. Ogni frustata, ogni “incidente” sono la dimostrazione di un evento che non può essere considerato tradizione. Non servono altre prove, il vaso è traboccato da parecchio.

Intanto il 16 agosto si terrà il successivo Palio, dedicato stavolta alla Madonna Assunta. Anche qui molti aspettano con ansia di assistere alla corsa, altri sperano che la gara non si tingerà di rosso poiché di vergogna è già tinta.

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Fonte: Palio di Siena

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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