Le orche sfruttano le reti dei pescatori per alimentarsi, ma non chiamiamole ladre

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Un recente studio segnala che le orche hanno imparato a trasformare reti e lenze da pesca in buffet gratuiti, e condividono la loro esperienza con le altre

Il cambiamento climatico e la pesca eccessiva hanno reso gli oceani ostili per la vita marina. Ma, di fronte alla perdita di habitat e alla scarsità di cibo generate dall’essere umano, le orche provano ad adattarsi e ci stupiscono ancora con la loro intelligenza e resilienza, trasformando le reti dei pescatori in veri e propri buffet gratuiti da cui servirsi.

La pesca, un’opportunità per le orche

Secondo un recente studio pubblicato su Biology Letters, le orche sfruttano la pesca come opportunità di alimentazione. Il team internazionale di ricercatori segnala che questi straordinari mammiferi marini hanno imparato a prendere il pesce dalle reti e dalle lenze dei pescatori e condividono la loro esperienza addestrandosi a vicenda.

I ricercatori hanno studiato il comportamento alimentare di due gruppi di orche che vivono vicino alle isole Crozet, nell’Oceano Indiano meridionale. In questo arcipelago dagli anni ’90, la pesca commerciale dell’austromerluzzo è gradualmente aumentata. Per catturarlo, si adoperano dei palangari lungo il fondo dell’oceano, che utilizzano grandi lenze con un gran numero di ami.

Dagli anni 2000, per via del declino della popolazione di dentici della Patagonia, è diventato più difficile per le orche catture questo pesce. Con il tempo però hanno trasformato questa pesca in un’occasione d’oro e sono arrivati ​​​​al punto di usare le lenze da pesca come un “buffet gratuito”. Infatti gli scienziati, analizzando i dati dal 2003 al 2018, hanno notato che gli incidenti causati da orche che mangiavano pesci catturati, definita “predazione”, sono gradualmente aumentati nel tempo.

Questo modo di agire sembra essere dovuto al fatto che le singole orche imparano il comportamento l’una dell’altra. Se nel 1996 è stato riferito per la prima volta che, tra le popolazioni studiate dagli scienziati, una sola orca si era nutrita del pesce catturato durante la pesca, già nel 2014, 80 delle 100 orche del gruppo avevano iniziato a fare la stessa cosa. Inoltre, negli ultimi anni, in particolare tra il 2010 e il 2017, è stato scoperto che il numero di incursioni di orche è aumentato da 17 a 43.

Le orche non sono ladre

La notizia è stata riportata su diversi mezzi, indicando le orche come “ladre” o come vere “specialiste del saccheggio”. Tuttavia, considerando che è la stessa industria della pesca e l’inquinamento marino provocati dall’essere umano a portare disequilibrio nei mari e negli oceani, chi ruba a chi? Gli stessi scienziati ritengono che questo sia un comportamento innovativo per permettere loro di adattarsi.

Questo studio illustra come le attività umane, alterando la disponibilità di risorse negli ecosistemi, possano portare a nuovi comportamenti che si diffondono tra individui di specie capaci di innovare in risposta ai cambiamenti nel loro ambiente”, si legge nella ricerca.

D’altronde chi faticherebbe a pescare se davanti avesse già un buffet pronto? Applausi alla resilienza delle orche!

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Fonte: Royal Society

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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