Vittoria! Dal 2026 sarà vietata l’uccisione dei pulcini maschi in Italia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Approvato oggi Camera l’emendamento che introduce entro la fine del 2026 il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi.

L’Italia sarà il terzo Paese, dopo Germania e Francia, a vietare la crudele triturazione di quasi 40 milioni di pulcini maschi l’anno, uccisi dall’industria della produzione di uova perché “non produttivi”
 
Approvato a stragrande maggioranza oggi alla Camera l’emendamento che introduce entro la fine del 2026 il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi, considerati scarto di produzione all’interno dell’industria delle uova. 359 i favorevoli, 1 solo contrario, 32 astenuti, un emendamento fatto proprio dalla Commissione politiche europee di Montecitorio, alla Legge di delegazione europea 2021. Il divieto dovrà entrare in vigore entro cinque anni.

Una svolta storica per la tutela degli animali allevati a scopo alimentare, che arriva sulla scia di quanto già accaduto in altri Paesi europei come Francia e Germania

Oggi la Camera dei deputati ha compiuto una scelta di responsabilità e rispetto nei confronti di animali, esseri senzienti, che non possono più essere solo considerati scarti industriali. L’uccisione selettiva dei pulcini maschi che avviene ogni giorno nell’industria delle uova non può essere ancora considerata la normalità e oggi il Parlamento ha scelto di sostenere la nostra proposta che segue le linee dettate anche dell’Unione europea in materia di benessere animale, dicono da Animal Equality.

Nell’industria delle uova i pulcini maschi sono considerati inutili per la produzione, in quanto non sono in grado di deporre le uova, né possono essere impiegati per la carne, perché specie diverse dai più comuni polli broiler utilizzati dall’industria alimentare. Per questo motivo ogni anno, in Italia, vengono uccisi tra i 25 e i 40 milioni di pulcini maschi. 

Triturati vivi o soffocati, i pulcini vengono abbattuti  immediatamente, entro le prime 24 ore dalla nascita, e senza l’utilizzo di tecniche di stordimento.

È un grande risultato che porrà fine a una delle pratiche più efferate dell’industria zootecnica – afferma Lorenza Bianchi, responsabile LAV Area animali negli allevamenti – questo risparmierà la sofferenza a decine di milioni di animali oggi condannati a una morte particolarmente crudele. Certamente avremmo voluto un’immediata attuazione del divieto, visto che la tecnologia per il sessaggio degli embrioni è già disponibile, ma si tratta in ogni caso di un importante passo avanti che, speriamo, farà riflettere anche i consumatori sulle scelte alimentari che già da oggi possono indirizzare verso alimenti vegetali che non comportano alcuna sofferenza per gli animali.

L’emendamento approvato alla Camera prevede tempi di adeguamento alla normativa per l’aggiornamento delle procedure di lavoro e dello stato tecnologico delle imprese del settore dell’allevamento delle galline ovaiole. Supporta inoltre l’introduzione e lo sviluppo di tecnologie e strumenti per il sessaggio degli embrioni in-ovo in grado di identificare il sesso del pulcino ancora prima della schiusa, anche attraverso politiche di incentivazione di tali tecnologie.

Seguici su TelegramInstagramFacebookTikTokYoutube

Fonti: Animal Equality

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook