Così bracconaggio, perdita di habitat e crisi climatica minacciano un terzo degli uccelli migratori

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Più della metà delle 121 specie migratrici sub-sahariane e delle specie migratrici parziali sono in declino a causa di perdita di habitat, caccia, bracconaggio e cambiamento climatico. Da oggi, 14 maggio, e per tre weekend, sarà possibile seguire “Il Richiamo della natura” visitando le Oasi WWF

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Circa un terzo delle 121 specie migratrici sub-sahariane e di quelle migratrici parziali sono in declino, soprattutto a causa della scomparsa e del deterioramento dell’habitat, della caccia, del bracconaggio e della crisi climatica.

È quanto emerge dal report “La grande sfida delle migrazioni”, che il WWF pubblica in occasione della Giornata mondiale degli Uccelli Migratori di oggi 14 maggio in cui si raccontano le minacce che rendono le migrazioni  dei “voli pericolosi” e sempre più difficili da affrontare e in cui si evidenzia il valore fondamentale del territorio italiano e delle aree protette.

È l’Italia, infatti, il ponte fra l’Europa e l’Africa, area cruciale per le migrazioni stagionali di moltissime specie di uccelli tra i due continenti.

Il ruolo dell’Italia

In Italia ci sono 306 diverse specie, suddivise in 336 popolazioni di cui 268 nidificanti, 56 svernanti e 12 migratrici.

Per tutte queste specie, l’Italia è area di sosta e foraggiamento sia durante la migrazione autunnale che in quella primaverile ed è connessa con tutti i Paesi europei, con oltre 30 Paesi africani e con 6 diversi Paesi asiatici. L’Italia rappresenta poi una zona di svernamento per molte specie che nidificano nel Nord Europa, ne sono esempio le molte specie legate agli ambienti acquatici come gli anatidi, e un’area di riproduzione per altre specie che passano la stagione invernale in Africa (come rondine, rondone, cicogna bianca, ghiandaia marina, upupa e anche diverse specie di rapaci, come il nibbio bruno, l’assiolo o il falco pecchiaiolo).

Le minacce

La crisi di biodiversità non risparmia gli uccelli migratori: circa un terzo delle 121 specie migratrici sub-sahariane e di quelle migratrici parziali – infatti- risultano in declino, principalmente a causa di scomparsa e deterioramento dell’habitat, caccia, bracconaggio e effetti del cambiamento climatico.

In autunno, i migratori iniziano il loro viaggio verso l’Africa e mentre attraversano valichi montani incontrano spesso cacciatori. In alcune aree, anche la presenza dei bracconieri, che uccidono illegalmente specie protette, è una grave minaccia.

Altre gravi minacce per i migratori arrivano dall’impoverimento del paesaggio agricolo e dall’utilizzo di pesticidi. Il primo, causato soprattutto dall’agricoltura intensiva, ha ridotto drasticamente le possibilità per gli uccelli di nutrirsi e trovare rifugi idonei. I pesticidi, invece, utilizzati nel periodo della semina, sono in grado non solo di uccidere, ma anche di disorientare gli uccelli.

Il riscaldamento globale, poi, sta influenzando le tempistiche di migrazione per molte specie, anticipando in Europa il picco di disponibilità alimentare in primavera dai 9 ai 20 giorni. A queste minacce si aggiunge poi l’elevato rischio di impatto che gli uccelli migratori hanno con strutture e barriere artificiali.

Le Oasi che proteggono gli uccelli migratori

Le Oasi WWF, come tutte le aree protette del nostro Paese, sono territori chiave per gli uccelli migratori e protagoniste nella conservazione di specie migratrici, alcune delle quali a rischio. L’Oasi Toscana di Orbetello, ad esempio, è casa per una specie migratrice a elevato rischio di estinzione: la sterna. Anche chiamata rondine di mare, la sterna ogni anno torna in Oasi a deporre, partendo dai quartieri di svernamento dell’Africa sub-tropicale, percorrendo circa 9mila km, per poi ripartire alla fine dell’estate dopo essersi riprodotta. Per molti anni questa colonia ha rischiato di scomparire a causa dell’allagamento dei nidi nel periodo estivo, ma grazie ad alcuni interventi come la creazione di piccole isole artificiali è al momento uscita dalla crisi.

Gli appuntamenti nelle Oasi dei migratori

Da oggi 14 maggio fino al 29 maggio, sarà possibile seguire “Il Richiamo della natura” entrando nelle Oasi WWF, a partire da quelle particolarmente dedicate agli uccelli migratori. Le Oasi WWF saranno aperte gratuitamente al pubblico. Per partecipare ad alcune attività potrà essere richiesto un piccolo contributo, sempre indicato laddove previsto.

QUI tutti gli appuntamenti.

QUI il report WWF completo.

Fonte: WWF

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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