La caccia ai cinghiali potrebbe scatenare un’epidemia di peste suina in Italia

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Cresce la paura per la peste suina africana. Per evitare un'epidemia istituzioni e associazioni chiedono di sospendere la caccia ai cinghiali

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L’arrivo della peste suina africana (PSA) in Italia sta destando preoccupazione nel Nord Italia. In pochi giorni il bilancio dei cinghiali morti a seguito dalla malattia, tra Piemonte e Liguria, è salito a sei. A lanciare l’allarme è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV) che ha effettuato gli esami sulle carcasse. La paura è che adesso i focolai si moltiplichino, valicando i confini regionali e portando allo scoppio di un’altra epidemia, mentre l’Italia è già alle prese col Covid e i focolai di aviaria.

A mettere in guardia sui pericoli legati alla peste suina africana è l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che ha lanciato un appello al ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli per chiedere la sospensione della caccia e degli abbattimenti dei cinghiali su tutto il territorio nazionale. È, infatti, noto che l’attività venatoria rappresenta un veicolo pericoloso di diffusione del virus (altamente contagioso), con gravi conseguenze sugli animali e ripercussioni anche sugli allevamenti.

Occorre prendere atto della gravità della situazione anche in relazione al rischio che il contatto con le carni dell’animale potrebbe comportare. – sottolinea Carla Rocchi, Presidente nazionale dell’ENPA –È necessario sospendere immediatamente ogni forma di abbattimento e agire su prevenzione e controlli. Il Governo deve riconoscere le proprie responsabilità: anziché promuovere una corretta gestione faunistica, tenta, ancor oggi, una deregulation in favore dei cacciatori. Con il pretesto dei presunti danni, la commissione Agricoltura della Camera, presieduta da Gallinella (M5s) si appresta a modificare la legge nazionale 157 del 1992, anziché applicandola correttamente, con il solo scopo di favorire il fronte venatorio con spari facili e calpestando ogni parere scientifico e ogni forma di prevenzione e seria politica.

Intanto, per correre ai ripari  – in attesa dell’ordinanza ministeriale – la Regione Piemonte ha chiesto ai sindaci dei comuni interessati di vietare sul loro territorio l’attività venatoria di tutte le specie e di rafforzare la sorveglianza nei confronti dei cinghiali e dei suini da allevamento.  Anche la Regione Liguria si è mossa in tal senso, raccomandando di evitare la caccia, in particolare nei comuni al confine col Piemonte. Questo perché le battute di caccia potrebbero spingere gli animali infetti in altri territori col rischio di diffondere l’epidemia.

Cos’è la peste suina africana e i rischi

La peste suina africana è una malattia infettiva altamente contagiosa, tipicamente emorragica, provocata da un virus appartenente al genere Asfivirus che colpisce i suini domestici e selvatici, causando un’elevata mortalità.

In Italia il virus PSA è arrivato dall’Europa dell’Est nel 2014. Da quell’anno in poi si è diffuso in diversi Paesi, tra cui Belgio e Germania. Come spiega il Ministero della Salute, fino a qualche tempo fa la  malattia era presente unicamente in in Sardegna, dove negli ultimi anni si registra un costante e netto miglioramento della situazione epidemiologica. Ma a partire dai primi di gennaio sono stati segnalati vari focolai tra Piemonte e Liguria.

Fortunatamente il virus in questione non si trasmette all’uomo, ma è molto stabile e resta per diverse settimane anche nelle carcasse, esponendo al rischio altri animali. Purtroppo, al momento non esistono né vaccini né cure per la peste suina.

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Fonti: Ministero della Salute/ENPA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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