Sono un cerbiatto, se mi trovi non toccarmi: non sono stato abbandonato, sto aspettando la mia mamma

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In questo periodo dell'anno si assiste alle nascite di cervi e caprioli che vengono lasciati soli nei boschi. Attenzione però: i piccoli non vanno mai e poi mai toccati e ti spieghiamo il perché. Non sono stati abbandonati dalle loro madri, queste torneranno a cercarli

Maggio e giugno sono i mesi in cui le femmine di capriolo partoriscono i loro piccoli. Lo stesso avviene per i cervi che danno alla luce i loro cerbiatti in questo periodo dell’anno. Nelle prime settimane di vita i cuccioli di entrambe le specie vengono lasciati nascosti nell’erba e non vanno assolutamente toccati o recuperati.

Sebbene dall’esterno possano sembrare abbandonati, non sono orfani. Le loro madri fanno ritorno al luogo in cui hanno collocato i propri cuccioli e li allattano più volte al giorno per poi scomparire nei boschi.

Perché però i cerbiatti e i giovanissimi caprioli vengono lasciati nell’erba appena nati? Per proteggerli dai predatori. Le loro amorevoli madri sanno bene che i cuccioli sono naturalmente più lenti e non riuscirebbero a sfuggire all’attacco di altri predatori, che inseguono ciò che si muove.

I piccoli rimangono nascosti al sicuro e se notano un’altra specie, essere umano compreso, restano immobili, fingendosi morti. Allo stesso tempo la madre non si avvicinerà se avverte la nostra presenza.

Cosa fare se si avvista un cucciolo di cervo o capriolo

Se ci si imbatte in un cucciolo di cervo o capriolo lungo un sentiero allora bisogna per prima cosa allontanarsi lentamente da questo.

Se si è in giro con il proprio cane tenerlo al guinzaglio è scontato e più che mai indispensabile affinché l’animale non spaventi o attacchi la fauna selvatica, correndo a sua volta dei rischi.

Non bisogna in nessun modo toccare i piccoli cerbiatti e caprioli a meno che questi non riportino delle ferite gravi che necessitano un intervento urgente. È infatti difficile che sopravvivano lontano dalla madre.

La sopravvivenza all’allattamento artificiale è bassa…non si adattano al biberon, non digerisco il latte, li si porta ore (se non giorni…) dopo il “rapimento”, li si tiene al caldo in macchina, l’uomo è per loro un nemico e si stressano fino a morire,

scrive il C.A.N.C. – Centro Animali Non Convenzionali di Torino sulla sua pagina Facebook sotto alla foto del primo esemplare portato al centro da un cittadino. 

Lasciamo gli animali selvatici nel loro habitat senza disturbarli; la natura sa come provvedere a se stessa.

Fonte: C.A.N.C. – Centro Animali Non Convenzionali di Torino

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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