60 maialini da compagnia, detenuti in condizioni terribili, sono stati uccisi (invece di essere salvati)

Potevano essere salvati i 60 maialini da compagnia di Lacchiarella: tutti sapevano, ma nessuno ha preso provvedimenti, preferendo portarli tutti al macello

L’orribile vicenda dei 60 maialini da compagnia detenuti in condizioni disumane nel Comune di Lacchiarella, in provincia di Milano, non può che scuotere profondamente le nostre coscienze. Queste povere creature erano prive di acqua, cibo e riparo, maltrattate e costrette a bere le proprie urine per sopravvivere. Tra di loro anche decine di scrofe gravide.

Nonostante la segnalazione da parte dei cittadini e l’intervento delle associazioni come Vitadacani e la Rete dei Santuari di Animali Liberi, le istituzioni locali hanno mostrato una totale indifferenza nei confronti della sofferenza degli animali. Dopo un anno di temporeggiamenti, invece di adottare misure urgenti per garantire una vita dignitosa agli animali, il Comune di Lacchiarella e l’ATS di Milano hanno deciso di inviare gli animali al macello.

Questa scelta crudele e insensibile ha scatenato la reazione delle associazioni, che hanno denunciato la sindaca Antonella Violi, i veterinari dell’ATS di Milano-Melegnano e il proprietario dei maialini per le loro gravi responsabilità.

È stata presentata un’accusa di maltrattamento di animali contro il proprietario, mentre i veterinari sono stati accusati di uccisione non necessaria e di aver falsamente attestato lo stato di salute degli animali. La sindaca, invece, è stata denunciata per non essere intervenuta per porre fini a questa orribile situazione.

Si era proposto inutilmente un piano di adozione

Per salvare i maialini, che pur se denutriti erano sani, dai maltrattamenti era stato proposto dall’associazione Vitadacani un piano di adozioni che però non è nemmeno stato preso in considerazione. In fretta e furia e di nascosto si è deciso per l’uccisione.

Sara D’Angelo, presidente di Vitadacani, ha sottolineato l’importanza di perseguire la giustizia in questi casi e ha criticato l’incapacità delle istituzioni di gestire adeguatamente tali emergenze. Ha inoltre evidenziato come la lotta per i diritti degli animali debba essere accompagnata dall’azione legale, confidando nella giustizia affinché vengano riconosciuti e tutelati i diritti di ogni essere vivente.

L’avvocata Maria Cristina Giussani ha ribadito l’importanza di garantire una vita dignitosa agli animali e di punire severamente coloro i quali commettono tali atti barbari. Ha precisato che le istituzioni devono essere messe di fronte alla propria inefficienza e alla loro complicità nei confronti del maltrattamento degli animali.

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