Anche Irlanda e Columbia Britannica chiudono per sempre gli allevamenti di visoni, l’Italia cosa aspetta?

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Anche l'Irlanda e la Columbia Britannica chiuderanno per sempre gli allevamenti di visoni, una decisione che l'Italia ancora non ha preso

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Da quando è iniziata la pandemia, diversi Paesi hanno deciso di chiudere definitivamente gli allevamenti di visoni da pelliccia. A questi nell’ultimo periodo si sono unite anche Irlanda e Columbia Britannica (Canada). Una scelta che tanti chiedono da tempo anche al nostro Governo ma attualmente in Italia la data rimane quella del 31 dicembre 2021 dopo la quale, almeno in teoria, potranno tornare operativi gli allevamenti di visoni.

Diversi paesi tra cui il Regno Unito, i Paesi Bassi, l’Ungheria e la Lituania hanno già chiuso tutti gli allevamenti di visioni. Il governo irlandese ha recentemente preso la stessa decisione ordinando la chiusura degli ultimi allevamenti di visioni del Paese (3 fattorie con circa 120mila animali).

La decisione, ormai approvata, è un emendamento del disegno di legge 2021 sulla salute e il benessere degli animali e riguarda anche gatti, cincillà, cani, volpi, donnole e ermellini, che non potranno più essere allevati per la loro pelliccia. Il divieto dovrebbe diventare operativo all’inizio del 2022.

Una scelta simile è stata fatta anche in una delle province canadesi, la British Columbia, in cui è stato stabilito in maniera definitiva il divieto di allevare visioni. Questo però avverrà con una tempistica decisamente più lunga (entro aprile 2023). 

Il ministero dell’Agricoltura della provincia canadese ha preso la decisione di eliminare gradualmente gli allevamenti nei prossimi due anni sulla base di dati che mostrano che i visoni sono “serbatoi” per la diffusione del SARS-CoV-2 all’uomo e rappresentano un pericolo continuo per la salute pubblica. 

La pandemia infatti, se ha avuto un lato positivo, è proprio quello di aver fatto riflettere sul problema della possibile diffusione di malattie a partire dagli allevamenti di animali.

I visoni, ad esempio, trascorrono tutta la vita all’interno di gabbie strette in condizioni igieniche discutibili e tutti ammassati, il che evidentemente li espone al proliferare di malattie e mutazioni di virus.  Una situazione che, come sappiamo, ha avuto come conseguenza dei veri e propri stermini di questi animali, uccisi in massa in quanto positivi al coronavirus.

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E in Italia?

Mentre Irlanda e Columbia Britannica si apprestano a fare una scelta di buon senso, l’Italia sembra essere ancora lontana dal prendere questa decisione. Nonostante le associazioni animaliste e i cittadini si battono per chiudere definitivamente gli allevamenti di visoni nel nostro Paese (al momento fermi fino al 31 dicembre 2021) questi potrebbero invece riaprire regolarmente il prossimo anno. 

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È arrivato però davvero il momento di dire NO a questi crudeli allevamenti e che questo NO sia per sempre. Non abbiamo bisogno di pellicce di visone e i luoghi in cui si producono sono più che mai pericolosi per la salute pubblica. 

Per chiedere la chiusura definitiva di questi allevamenti, è attiva anche una petizione che potete firmare subito QUI.

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Fonte: The Journal / CBC News

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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