I pesci degli allevamenti ittici provano dolore e paura, ma nessuno ascolta il loro grido silenzioso

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Per migliorare le condizioni di vita dei pesci negli allevamenti ittici bisogna rivedere gli standard di benessere. Tutt'oggi questi sono insufficienti e i pesci provano agonia, paura, stress essendo esseri senzienti ed essendo uccisi nei modi peggiori

Libera Terra

Pesci sofferenti, fortemente stressati e uccisi asfissiati o tramite eviscerazione. È la realtà di molti allevamenti ittici europei e non dove salmoni, trote e orate vengono allevati per finire sulle nostre tavole e storditi con metodi molto distanti dal benessere animale.

Una agonia silenziosa che agli occhi esterni può apparire meno crudele rispetto a ciò che avviene all’interno degli allevamenti intensivi di suini e bovini da carne, ma non è così. Anche i pesci di allevamento provano dolore, stress e ansia. Loro, però, non possono urlare tutta la loro sofferenza.

Proprio come gli altri animali, i pesci sono esseri intelligenti e senzienti che hanno bisogno di protezione da sofferenze inutili, dichiara Nick Palmer, portavoce di Compassion in World Farming UK.

La scienza ha dimostrato infatti che queste creature, così come granchi, aragoste e polpi, sono esseri senzienti, in grado cioè di provare emozioni, paura e dolore. Per questo occorre rivedere gli standard negli allevamenti ittici circa il metodi di macellazione dei pesci.

Una modifica è più che mai necessaria ed è stata già discussa dal Aquaculture Stewardship Council, uno dei principali enti certificatori del settore, che ha presentato una bozza sui nuovi standard di benessere. Questa prevede, ad esempio, che i pesci vengano storditi prima di essere macellati, cosa che non è per nulla scontata.

L’aggiunta di questi primi standard di benessere dei pesci, alcuni dei quali sono ancora in forma di bozza, è un’ottima notizia e un importante passo avanti per milioni di pesci. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per migliorare la vita dei miliardi di persone che soffrono silenziosamente negli allevamenti sottomarini in tutto il mondo, prosegue Palmer.

Quello dell’acquacoltura è un settore cresciuto esponenzialmente e negli anni in alcuni Paesi ha superato di gran le attività di pesca. Si stima, infatti, che nel 203o posso prendere ancora di più il sopravvento. Il pesce che molti di noi acquistano al supermercato proviene dagli allevamenti.

Attualmente i pesci godono della protezione legale più scarsa che vi sia rispetto a tutti gli altri animali di allevamento. Per questo vi è bisogno di tutelare maggiormente le condizioni in cui i pesci vengono allevati e macellati e sensibilizzare cittadini e consumatori.

Fonte: CIWF

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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