Focolaio di aviaria in un allevamento del Ravennate: sterminate centinaia di galline, anatre e pavoni sani

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In un allevamento a conduzione familiare dell'Emilia-Romagna sono stati abbattute centinaia di galline, colombi, pavoni e altri animali apparentemente sani a seguito della scoperta di un caso di aviaria. A niente sono servite le proteste delle associazioni animaliste.

Desolazione, rabbia e amarezza: sono questi i sentimenti che stanno provando Gaia Fenati e il padre Paolo, che da anni gestiscono un allevamento a Lavezzola in provincia di Ravenna, in cui vivevano centinaia di animali da cortile, fra cui galline, anatre, colombi e pavoni (non destinati a diventare carne da macello) di cui si prendevano cura con dedizione. 

Il passato è d’obbligo perché adesso questi esemplari non ci sono più. Sono stati abbattuti tutti dai veterinari dell’Ausl, dopo che un animale è risultato positivo ad un ceppo di influenza aviaria. A lanciare un appello disperato per cercare di fermare la mattanza era stata Gaia Fenati, sottolineando che gli esemplari erano clinicamente asintomatici. 

Queste bellissime ed innocenti creature verranno abbattute senza alcuna pietà e la cosa ancor più ingiusta è che non verranno abbattuti solo gli esemplari positivi, ma TUTTI indistintamente, compresi quelli facenti parte di specie pregiate e protette da CITES. – aveva fatto sapere – Si tratta di qualche centinaio di soggetti fra pavoni, cicogne, pappagalli, gru, oltre che oche, anatre, galline, piccioni…ecc di una bellezza commovente che, come avete visto, vivono in un ambiente naturale consono e bellissimo e nel quale sono felici. Aiutateci ad impedire a questo sterminio.  

Alla richiesta di aiuto avevano risposto numerose associazioni animaliste e attivisti, partecipando ad un presidio nell’allevamento Fenati per impedire la strage ed era stata lanciata anche una petizione online su Change.org, alla quale hanno aderito oltre 1300 persone.

Ma a nulla è valsa la grande mobilitazione. Lunedì è iniziato il massacro nell’allevamento e i titolari hanno pubblicato le immagini crude in cui vengono mostrate le operazioni di abbattimento.

Adesso nell’allevamento regnano il silenzio e la tristezza. Sulla triste e inammissibile vicenda è intervenuta anche la Federazione italiana delle associazioni avicole (FIAV):

Ricordiamo che le nostre realtà non sono intensive, sono allevamenti con numeri ridotti, dove gli animali sono tenuti in condizioni compatibili con le loro esigenze; sono realtà chiuse, appartenenti ad un circuito chiuso, realtà che possono essere facilmente monitorate. – chiarisce la Federazione italiana delle associazioni avicole – Ma non si fa, perché non è previsto… e si continua ad uccidere, “tanto é un pollo”. Nossignori, non è un “pollo” e noi non siamo allevatori da produzione di cibo ma da salvaguardia, per cui è sacrosanto pretendere ed ottenere un regime differenziato che tenga conto anche delle nostre peculiarità e ci tuteli rispetto ai produttori intensivi di carne uova ed alle loro fabbriche di disperazione e di elevatissimi rischi biologici.

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Fonti: Gaia Fenati (Facebook)/ FIAV 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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