Era stato denunciato per aver lanciato una campagna contro l’uso di pesticidi nella produzione di mele in Alto Adige, ritirate 1374 querele

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Era stato denunciato dall’assessore per una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui pesticidi nei meleti.

Era stato denunciato dall’assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano e da oltre 1370 agricoltori altoatesini per una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica realizzata dall’Umweltinstitut nell’estate del 2017

Rimandata l’udienza del processo sui pesticidi a carico di Karl Bär, collaboratore dell’Umweltinstitut München (ad oggi in congedo per la sua elezione al Bundestag tedesco), che avrebbe dovuto comparire per la quarta volta davanti al Tribunale di Bolzano per aver mosso dure critiche per l’impiego di pesticidi nei meleti dell’Alto Adige/Südtirol.

Di contro, il 28 maggio scorso l’autore e regista austriaco Alexander Schiebel, pure accusato di diffamazione aggravata nei confronti dell’agricoltura altoatesina, è stato assolto perché, secondo la sentenza, i “frutticoltori altoatesini” non erano chiaramente identificabili e quindi non potevano essere incriminati. Quindi nessun reato era stato commesso. E ora, a dire dell’avvocato difensore, questa stessa argomentazione potrebbe essere applicata anche al caso di Karl Bär.

Cos’era accaduto

Tutto è cominciato nel 2017, quando l’Umweltinstitut München, l’Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera, realizzò una campagna informativa dal titolo “Pestizidtirol” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul largo uso di pesticidi in Alto Adige ed espose per qualche giorno un manifesto di denuncia nella fermata della metropolitana di Monaco di Karlsplatz.

Portavoce della campagna era proprio Karl Bär, allora responsabile delle politiche agricole e commerciali dell’Istituto Bavarese. Sempre in quell’anno, poi, l’autore Alexander Schiebel pubblicò il libro Das Wunder von Mals (Il miracolo di Malles), la cittadina dell’Alto Adige/Südtirol che nel 2014 indisse un referendum per mettere al bando una serie di pesticidi.

Le critiche degli ecologisti – spiega l’avvocato – se si basano sulla verità dei fatti, non sono reato come ha già accertato ripetutamente il tribunale di Bolzano: ecco perché ci aspettiamo che tutti i contadini ritirino immediatamente le querele temerarie.

All’avvio del processo sui pesticidi, a settembre 2020, le querele per diffamazione contro Karl Bär erano 1376.

Il rinvio

Alla quarta udienza di Bolzano, l’agricoltore Tobias Gritsch, l’ultimo querelante rimasto nel procedimento non si è presentato in tribunale e il giudice ha così disposto il suo accompagnamento coattivo per la prossima udienza, fissata al 28 gennaio 2022. 

È difficile pensare che possa esserci qualcosa di più assurdo di quello che sta accadendo qui in Alto Adige/Südtirol.L’unico querelante a voler mantenere in essere questo processo, per presentarsi in tribunale, deve comparire accompagnato dalle forze dell’ordine, commenta Karl Bär.

Di fatto, a seguito di un dibattimento già in corso da oltre un anno e dopo ben quattro udienze non è ancora emerso alcun elemento che abbia realmente a che vedere con il presunto reato. 

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Fonte: Alto Adige

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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