Quanti pesticidi ci sono nei nostri capelli? Al via la campagna che analizzerà le chiome dei cittadini europei

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Le tracce dei pesticidi possono essere rilevate anche nei nostri capelli: parte la campagna europea “Check Up Pesticidi” che analizzerà le chiome dei cittadini per rilevare 30 diverse sostanze usate nel settore agricolo

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I pesticidi non rappresentano soltanto una delle più gravi minacce del nostro Pianeta e una delle principali cause di perdita della biodiversità. Sono un pericolo anche per la salute umana: ogni anno l’esposizione a queste sostanze usate nel settore agricolo causa oltre 11mila morti premature. Si tratta di killer silenziosi, di cui non si parla ancora abbastanza. Per accendere i riflettori su questo serio problema ambientale in Italia è stata appena lanciata la campagna “Check Up Pesticidi”, promossa a livello europeo da “Good Food Good Farming”, un’ampia alleanza europea di associazioni a cui aderisce anche la coalizione italiana #CambiamoAgricoltura (nata per promuovere la transizione ecologica nel settore agricolo).

L’obiettivo dell’iniziativa è quello sensibilizzare sia i cittadini che i decisori politici sui rischi connessi ai pesticidi e dimostrare che i residui dei pesticidi possono essere rilevati praticamente ovunque: per confermarlo la campagna prevede l’analisi di diversi campioni di capelli di alcune centinaia di cittadini europei, tra cui personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, per individuare le tracce di 30 differenti sostanze.

Come avviene l’esposizione ai pesticidi e i rischi per la salute

risaie glifosato

@comzeal/123rf

Ma come avviene esattamente l’esposizione a queste sostanze? L’essere umano può ritrovarsi esposto ai pesticidi in modi disparati: sia per attraverso il diretto (sulla pelle o inalandoli), sia in maniera indiretto, quindi attraverso il cibo o l’acqua. Tutto ciò porta ad una serie di conseguenze pesanti sulla salute, specialmente sul sistema cardiovascolare, nervoso, polmonare, endocrino e riproduttivo. Numerosi studi hanno inoltre dimostrato che molte sostanze chimiche presenti nei pesticidi siano cancerogene e mutagene.

A farne le spese di questi gravi effetti sono soprattutto i lavoratori agricoli, donne in gravidanza e i bambini, ovvero i soggetti più vulnerabili.  Da alcune indagini scientifiche è emerso che per i feti e i neonati la tossicità dei pesticidi risulta decisamente amplificata rispetto agli adulti. E bisogna considerare che le donne incinte possono trasmettere i pesticidi ai feti attraverso la placenta e il liquido amniotico e poi ai neonati attraverso il latte materno.

I pesticidi sono tra le prime cause di perdita di biodiversità

È ormai noto che i pesticidi stanno un ruolo cruciale sulla perdita della biodiversità. Come ricorda il WWF, “si stima che solo lo 0,1-5% circa di queste sostanze riesca a raggiungere gli organismi bersaglio, mentre gran parte colpisce altri organismi minacciando la sopravvivenza delle comunità biologiche e la funzionalità degli ecosistemi che le ospitano. Basti pensare che negli ultimi 30 anni in Europa la biomassa degli insetti volatori è diminuita del 75% e l’uso dei pesticidi è la prima causa di questa estinzione di massa.”

A seguito delle alle evidenze scientifiche sui rischi connessi all’uso dei pesticidi la Commissione Europea ha indicato nelle Strategie “Farm to Fork” e Biodiversità l’obiettivo di ridurre l’uso dei pesticidi del 50% entro il 2030. Peccato, però, che le lobby agrochimiche stiano remando contro in tutti i modi.

Cosa prevede la campagna “Check Up Pesticidi” e come aderire al test sui capelli

Come anticipato, la  campagna “Check Up Pesticidi”, intende coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sulla pervasività dei pesticidi e i pericoli per la salute, ma punta innanzitutto a far leva sui decisori politici europei affinché si impegnino per un’agricoltura davvero ecosostenibile e sicura.

 “Vogliamo far sentire loro la pressione del pubblico per adottare politiche che proteggano la salute degli agricoltori, dei consumatori e della natura” spiegano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura che inviteranno anche i ministri italiani dell’agricoltura, Stefano Patuanelli, e della Salute, Roberto Speranza, a sottoporsi al test, insieme ad altri 10 testimoni nazionali, per verificare la loro contaminazione da pesticidi.

L’alleanza delle associazioni europee chiede di rafforzare le norme che proteggono le persone e la natura dall’esposizione ai pesticidi, rendendo obbligatorio anche monitoraggio diffuso delle matrici ambientali (finora solo l’acqua è monitorata) e delle persone per evidenziare i livelli di contaminazione delle sostanze chimiche più pericolose. Le associazioni sperano pure che l’iniziativa possa spingere l’Ue a impedire il rinnovo all’uso del controverso glifosato, l’erbicida più utilizzato nel mondo (la cui autorizzazione scadrà a dicembre 2022).

Nel corso della campagna verranno analizzati i campioni di capelli di alcune centinaia di cittadini europei, tra cui alcuni testimoni pubblici individuati tra personalità dello spettacolo, della cultura e della politica, in modo da rilevare i residui di 30 diversi pesticidi. I campioni dei capelli raccolti nelle varie nazioni europee entro il mese di luglio saranno inviati tutti ad un solo laboratorio centrale in Francia per cercare le tracce di erbicidi, insetticidi e fungicidi.

Come spiega la coalizione, il laboratorio di analisi fornirà il risultato anonimo per i singoli campioni, che saranno presentati con la redazione di un report generale con i risultati e una mappa dell’Unione Europea che mostra la provenienza delle persone che i sono sottoposte al test. Il test simbolico è aperto anche all’adesione dei singoli cittadini interessati, che potranno ricevere online l’esito individuale del checkup a proprie spese (per ulteriori info potete consultare il sito www.goodfoodgoodfarming.eu)

Inoltre, tutti i cittadini europei saranno invitati inoltre a donare piccoli campioni di capelli che non verranno testati, ma consegnati ai decisori politici a Bruxelles durante una manifestazione finale della campagna che si svolgerà nella sede del Parlamento Europeo.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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