Il sequenziamento genomico dei ceci potrebbe aumentare le possibilità di coltivarli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il più grande studio genetico condotto sulle piante potrebbe rappresentare una svolta per il raggiungimento dell'obiettivo ONU Fame Zero

Come conservare al meglio le fragole

Il più grande studio genetico finora condotto sulle piante potrebbe rappresentare un punto di svolta per il raggiungimento dell’obiettivo ONU “Fame Zero”

Un team di ricercatori internazionali (provenienti da 11 nazioni) ha catalogato con successo tutte le varietà di ceci esistenti al mondo: ciò potrebbe portare allo sviluppo di varietà più resilienti e dalla resa maggiore, a beneficio delle popolazioni più povere i cui territori sono fiaccati da siccità e fenomeni climatici estremi. I ricercatori hanno sequenziato la mappa genomica del legume studiando le 3.171 varietà coltivate e le 195 varietà selvatiche di cece – si tratta del più importante studio di sequenziamento genomico finora condotto.

La mappa pan-genomica ottenuta è ora fruibile online, a disposizione di tutti i ricercatori e i coltivatori: lo scopo è quello di trovare nuove strategie di coltivazione di questo legume per aumentare la produttività dei raccolti, la resilienza al clima e i benefici per la salute umana. Il cece (Cicer arietinum) è la terza coltura al mondo (coltivata in più di 50 Paesi, compresi quelli dell’Asia meridionale e dell’Africa subsahariana, nonché una delle più importanti per la sicurezza nutrizionale e per la salute dell’essere umano: offre preziose proteine di origine vegetale, fibre e altri micronutrienti – per le popolazioni povere, una vera e propria miniera di benefici. Tuttavia, la produzione mondiale di ceci è rimasta stagnante negli ultimi cinque decenni, contribuendo purtroppo ad aumentare i livelli di malnutrizione nei paesi in via di sviluppo: una mappa genetica completa del legume potrebbe fornire utili informazioni e risorse per migliorare ed aumentare la sua coltivazione – soprattutto in vista del raggiungimento, entro il 2030, dell’obiettivo Fame Zero promosso dalle Nazioni Unite.

Mappare la diversità genetica del cece è un passo in avanti importante per il futuro del legume e, in generale, dell’alimentazione umana – afferma il professor Siddique, fra gli autori dello studio. – Anche se il materiale genetico di 80.000 varietà di ceci è ora conservato in banche genetiche in tutto il mondo, sono davvero poche fino ad ora quelle sequenziate dai ricercatori. Attraverso questa ricerca, abbiamo creato una sorta di “albero”, utilizzando i ceni presenti nell’80% degli individui di una specie, per stimare lo sviluppo delle varietà di ceci negli ultimi 21 milioni di anni. In questo modo siamo riusciti a ricostruire la storia del legume e possiamo affermare che esso ha avuto origine nella regione mediterranea, da dove è stato esportato in tutto il mondo. Siamo inoltre in grado di comprendere come le specie addomesticate si siano evolute, differenziandosi nel tempo dalle specie selvatiche antiche.

@ Nature

 

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Nature

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook