Scoperta formica “pirata” ricoperta di diamanti

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L’hanno chiamata formica “pirata” ed è stata appena scoperta nelle Filippine. Il nome deriva dalla linea scura che circonda tutta la zona dei suoi occhi, che ricorderebbe la cinghia delle bende come quelle usate dai pirati. In realtà, però, ciò che stupisci è il suo corpo scintillante, che sembra ricoperto di diamanti.

L’hanno chiamata formica “pirata” ed è stata appena scoperta nelle Filippine. Il nome deriva dalla linea scura che circonda tutta la zona dei suoi occhi, che ricorderebbe la cinghia delle bende come quelle usate dai pirati. In realtà, però, ciò che stupisci è il suo corpo scintillante, che sembra ricoperto di diamanti.

La Cardiocondyla pirata ha, infatti, una pigmentazione bizzarra che non ha equivalenti in tutto il mondo, come spiegano gli scienziati che l’hanno trovata, nel loro studio pubblicato sulla rivista Zookeys. “Durante un viaggio di raccolta nelle Filippine abbiamo cercato diverse specie del genere Cardiocondyla, che è nota per la sua sorprendente varietà morfologica e comportamentale delle formiche maschio”, racconta Sabine Frohschammer, della Universität Regensburg.

Accanto a tutte le specie fino ad oggi sconosciute, nella fenditure di alcune grosse pietre di un torrente il team ha scoperto una nuova formica mai vista prima, nascosta all’umanità dall’ombra della foresta pluviale. Le parti del corpo traslucide delle minuscole formiche erano quasi invisibili. “Sotto la luce luminosa e una lente di ingrandimento abbiamo rilevato la bella striscia attraverso gli occhi e quindi sempre riferimento a queste specie come “pirata””, continua la ricercatrice.

Ciò che rimane un mistero per gli scienziati è il significato adattativo del modello di pigmentazione. Il fatto che queste formiche vivano nel buio esclude una delle più evidenti ipotesi, secondo la quale la macchia scura serve come segno di differenziazione sessuale e, quindi, uno spunto per il riconoscimento durante l’accoppiamento.

formica pirata

Una possibile motivazione riguardo alla funzione di questa bizzarra colorazione è che funzioni come uno strumento per distrarre e confondere il nemico. La combinazione delle strisce scure con un corpo piuttosto traslucido potrebbe dare l’impressione di avere a che fare con un grande predatore. Tuttavia, “resta la domanda: quale predatore con un sistema visivo ad alto rendimento potrebbe mangiare queste piccole formiche“, commento gli autori. O forse, semplicemente, sono così semplicemente solo per essere favolose.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.

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