Ikea e FSC nella bufera: mobili per bambini provenienti dal disboscamento illegale di foreste russe protette e certificate

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Ikea ha venduto mobili per bambini in legno provenienti dal disboscamento illegale di foreste protette in Russia

Ikea ha venduto per anni mobili per bambini in legno provenienti dal disboscamento illegale di foreste protette e certificate FSC in Russia, secondo un’indagine di Earthsight che getta ombre sulla catena svedese più famosa al mondo. E sull’ente certificatore.

Le forniture ‘incriminate’ sono Flisat e Sundvik, mobili per bambini che sarebbero stati realizzati, secondo gli investigatori, da legno illegale perché ricavato da foreste russe protette e certificate. Attraverso investigazioni sotto coperture, blitz, analisi di immagini satellitari e ancora atti giudiziari e dati doganali, Earthsight è arrivata alla conclusione che questi mobili Ikea contribuiscono alla distruzione delle foreste siberiane e che si riforniscono da società di proprietà di uno dei politici più ricchi della Russia, Evgeny Bakurov.

Nel rapporto Ikea’s House of Horrors, ovvero la casa degli orrori di Ikea, l’organizzazione senza scopo di lucro spiega come il colosso svedese si sia procurato legname da un gruppo di società colpevoli di aver abbattuto illegalmente circa quattro milioni di alberi nelle foreste siberiane già messe a rischio dai cambiamenti climatici degli ultimi dieci anni.

Nel rapporto, Earthsight spiega che il legname è stato certificato come legale e sostenibile dal Forest Stewardship Council (FSC), il programma verde globale per il legno, e spedito a un produttore indonesiano che rifornisce i negozi Ikea in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e altri Paesi europei. La famosa gamma per bambini Sundvik – che comprende sedie, tavoli, letti e armadi – e la casa delle bambole Flisat sono tra gli oggetti incriminati e per i quali si sarebbe utilizzato legno russo illegale. Secondo l’organizzazione ogni due minuti in tutto il mondo, i consumatori, hanno acquistato mobili che hanno contribuito al disboscamento illegale.

Le foreste della Siberia immagazzinano tanto carbonio quanto l’Amazzonia brasiliana. Eppure, secondo il rapporto, le aziende di legname che riforniscono Ikea e altri rivenditori stanno contribuendo all’enorme perdita di biodiversità nella regione e la rendono sempre più soggetta a devastanti incendi. Un vero e proprio disastro e nel centro dello scandalo c’è il fornitore Ikea di lunga data, Evgeny Bakurov.

Bakurov, multimilionario con forti legami politici, fornisce pino a Ikea da oltre un decennio, tramite il suo gruppo ExportLes. I registri del’azienda sono collegati a numerose violazioni di leggi forestali e ambientali.

È stato scoperto, infatti, che le aziende di Bakurov hanno disboscato più foreste di quanto consentito, zone forestali protette con il falso pretesto che gli alberi erano malati e hanno distrutto illegalmente chilometri di coste cruciali per la riproduzione dei pesci, l’erosione e il controllo delle inondazioni. Ma non solo. Non riuscendo a bonificare, ripulire i detriti del disboscamento o a ripiantare come richiesto, hanno lasciato una pericolosa polveriera soggetta a possibili incendi.

Nello specifico, documenti del tribunale rivelano che sono state apportate 11 modifiche illegali ai contratti di locazione concessi alle società ExportLes tra il 2012 e il 2018. Le modifiche hanno permesso di raccogliere altri 689.000 metri cubi di legname. Siti che includevano diverse aree di foresta certificata FSC, su cui si affidava Ikea per procurarsi pini presumibilmente sostenibili. Eppure l’indagine ha scoperto che le illegalità sono diffuse. Secondo il rapporto, nel 2019, l’86 per cento del legname tagliato nelle concessioni FSC di Bakurov proveniva dal disboscamento illegale.

Si stima che le aziende di Bakurov abbiano acquistato 2,16 milioni di metri cubi di legno da foreste protette negli ultimi 10 anni. Secondo il rapporto, nonostante le diffuse violazioni siano una questione di dominio pubblico, FSC ha continuato a certificare le foreste di Bakurov e il legname ha continuato a creare mobili ikea per anni.

Il punto è che Ikea e altri rivenditori si affidano ai revisori di FSC per garantire che il loro legno sia di provenienza legale, ma i risultati del rapporto forniscono uno scenario ben diverso. A Earthsight, il colosso svedese ha confermato di essere stata fornita da Bakurov ma sostiene che il legno è stato “raccolto legalmente”. L’FSC, nel frattempo, ha negato l’illecito, ma ha comunque tolto la certificazione Bakurov, sembrerebbe otto giorni dopo essere stato avvisato delle prove di Earthsight, stanto a quanto dichiara l’associazione.

“Accogliamo con favore le azioni che Ikea e FSC hanno intrapreso nelle ultime settimane dopo le nostre scoperte, ma non basta. Si tratta di problemi che richiedono soluzioni sistemiche, che vanno oltre un acquirente, un fornitore o un paese. I governi in Europa e negli Stati Uniti devono agire con urgenza per arginare una volta per tutte il flusso illegale di legno”, chiosa il direttore di Earthsight Sam Lawson.

La difesa di FSC

Abbiamo contattato FSC Italia per chiedere chiarimenti. L’ente certificatore ribadisce a greenMe la posizione internazionale:

“FSC rimane preoccupata per i tagli sanitari illegali in alcune parti della Russia e ha emesso una moratoria su tutte le vendite di legno e prodotti derivati da tali pratiche in una regione della Russia.

Nel 2019, le crescenti preoccupazioni per il disboscamento illegale nella Federazione Russa hanno spinto FSC Russia a lanciare uno studio per valutare il rischio che il legno illegale entri nelle catene di approvvigionamento di FSC. Ciò ha portato a una moratoria sulle vendite di legno e prodotti in legno con dichiarazioni di legno certificate FSC o controllate da FSC provenienti da tagli sanitari nella regione russa di Irkutsk Oblast. La moratoria è stata annunciata il 14 luglio 2021. 

In risposta alle accuse di Earthsight, FSC conferma che gli audit delle società di Evgeny Bakurov si sono svolti regolarmente e secondo le procedure di FSC. Kalinov Most LLC è stata verificata due volte nel 2020, determinando l’identificazione di diverse non conformità, che l’azienda doveva affrontare entro Giugno 2021. Tuttavia, tre settimane prima della scadenza, Kalinov Most ha informato l’organismo di certificazione che desiderava interrompere la sua licenza FSC; ciò ha portato alla cessazione del suo certificato di gestione forestale. L’azienda detiene ancora un certificato di catena di custodia FSC che viene verificato da organismi di certificazione indipendenti e accreditati FSC.

I riepiloghi dei relativi rapporti di audit possono essere trovati pubblicamente in questa pagina, con i risultati degli audit e le richieste di azioni correttive che Kalinov Most avrebbe dovuto affrontare.

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Fonte: Earthsight

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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