Tegole solari: ecco i coppi fotovoltaici tutti italiani che portano energia pulita anche negli edifici storici

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Niente più problemi di impatto visivo, autorizzazioni negate per (presunti) vincoli paesaggistici: tutto questo potrebbe essere superato dai coppi fotovoltaici, strutture simili in tutto e per tutto ai coppi in cotto ma con una marcai in più: le celle solari. La soluzione è opera di una microimpresa vicentina, la Dyaqua

Sembra un coppo in cotto per la copertura dei tetti ma dentro si nasconde una cella solare: è Invisible Solar, la tecnologia basata sui coppi fotovoltaici brevettata dalla Dyaqua, microimpresa vicentina che punta così a risolvere i problemi dell’impatto visivo e dei vincoli paesaggistici che a volte bloccano le autorizzazioni di impianti fotovoltaici.

Un tetto ricoperto di coppi fotovoltaici ha le sembianze di un tetto “comune” ma ha una marcia in più: assorbe energia solare e la trasforma in elettrica grazie alle celle solari integrate. E potrebbe davvero “sbancare” su edifici storici e con vincoli paesaggistici.

L’impatto visivo dei pannelli fotovoltaici, vero o presunto, non di rado blocca le autorizzazioni a costruire impianti sui tetti, inclusi i domestici. Fortunatamente la sentenza TAR Brescia n. 358/2022 ha di fatto sancito lo stop al vincolo paesaggistico se non dettagliatamente motivato, ma la battaglia non è finita.

Leggi anche: Pannelli solari sui tetti, stop ai vincoli paesaggistici “generici” che frenano le installazioni  

Se il fotovoltaico “non si vedesse” sarebbe sicuramente meglio in questi termini e azzererebbe questo tipo di ostacoli. A questo puntano i coppi fotovoltaici.

Come funziona la tecnologia

Il Coppo Invisible Solar è formato da un corpo unico, indivisibile, dotato di un’altissima resistenza – si legge sul sito dell’azienda vicentina – che nasconde e protegge le celle fotovoltaiche inglobate al suo interno

Infatti, il funzionamento dei moduli si basa sul principio della bassa densità molecolare. Ciascun modulo è formato inoltre con un composto polimerico atossico e riciclabile, appositamente lavorato per incentivare l’assorbimento dei fotoni, e al suo interno vengono incorporate delle normali celle di silicio monocristallino.

La superficie, opaca alla vista e trasparente per i raggi solari, permette alla luce di entrare ed alimentare le celle

coppi fotovoltaici impatto visivo

@Dyaqua

Una produzione artigianale

I Coppi Invisible Solar sono prodotti artigianali, le forniture sono perciò formate da moduli molto simili tra loro ma mai perfettamente identici. Queste sottili differenze creano un effetto più realistico, particolarmente adatto a contesti storici

Non a caso la prima installazione pilota, datata 2018, fu all’interno del Parco Archeologico di Pompei, presso la Domus dei Vetti, parte del più ampio progetto Smart archaeological park iniziativa congiunta tra il Ministero dei Beni Culturali e il CNR.

I Coppi Invisible Solar sono realizzati su ordinazione e, vista la limitata capacità produttiva tipica di una microimpresa, potrebbero esserci dei tempi di attesa tra la conferma e la produzione dell’ordine. Limiti che la Dyaqua punta a superare per quanto possibile.

È chiaro, comunque, che una società così piccola non può risolvere i problemi energetici, ma il contributo in termini di idea e innovazione potrebbe essere davvero rivoluzionario, se correttamente gestito.

Fonte: Dyaqua / Dyaqua/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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