La COP27 sta fallendo ancora prima di iniziare (e Greta Thunberg non parteciperà)

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Tra emissioni inquinanti record nei vari Paesi del mondo, violazioni dei diritti umani in Egitto e Coca-Cola fra gli sponsor, la COP27 di Sharm el-Sheik rischia di rivelarsi un enorme fallimento ancora prima di iniziare e di essere l'ennesima vetrina per il greenwashing

Si avvicina l’inizio dei lavori della 27a edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, meglio nota come COP27. L’atteso summit, che sarà ospitato a Sherm el-Sheikh in Egitto, è in programma dal 6 al 18 novembre e si propone l’ambizioso obiettivo di salvare il Pianeta dagli stravolgimenti climatici e proteggere la sua biodiversità.

Tutto lodevole e interessante, almeno a parole. Nei fatti la COP27, a cui prenderà parte anche l’Italia, è destinata a rivelarsi un grande fallimento già in partenza, probabilmente peggiore di quello rappresentato dal summit dello scorso anno. Nel corso della precedente edizione i leader mondiali si sono impegnati, infatti, mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5ºC (come già previsto dall’Accordo di Parigi) e puntare alla riduzione delle emissioni entro il 2030. Peccato, però, che invece di migliorare il quadro internazionale è decisamente peggiorato e che nessun Paese sia al momento in linea con gli obiettivi.

Ad aggravare la situazione la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina, che sta portando diverse nazioni e istituzioni a investire nel settore dei combustili fossili invece di sostenere la transizione ecologica basata su energia pulita e rinnovabile. Tutto ciò mentre il Pianeta è ormai letteralmente in fiamme.

L’estate del 2022 è stata la più calda della storia in Europa.  – evidenzia il WWF in un nuovo report pubblicato qualche giorno fa – Il mese di luglio ha fatto registrare 2,26 gradi centigradi in più rispetto alla media italiana da quando si registrano i dati. La concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli record: l’anidride carbonica è aumentata del 150% rispetto ai livelli preindustriali, il metano del 262% e il protossido di azoto del 123%. E la scienza ci dimostra come il riscaldamento globale in atto sia attribuibile proprio all’impatto delle attività umane.

Nel frattempo l’attuale modello energetico è ancora basato a livello globale su circa il 70% da fonti fossili non rinnovabili come il petrolio, il carbone e il gas naturale, che oltre a non essere sostenibili da un punto di vista ambientale, creano sprechi, diseguaglianze e contese politico-economiche.

Ma non finisce qua. Incredibile ma vero: il vertice per il clima avrà fra gli sponsor Coca-Cola, il colosso americano – uno dei maggiori inquinanti del Pianeta – che produce 120 miliardi di bottiglie di plastica usa e getta (prodotta da combustibili fossili) usa e getta.

Alla luce di questi elementi, sarebbe da ingenui illudersi che la COP27 possa portare davvero a cambiamenti positivi per il Pianeta.

Greta Thunberg non andrà alla COP27 (per più di una ragione)

A criticare pesantemente il summit anche la giovane attivista svedese Greta Thunberg, che ha già annunciato che non vi parteciperà. Il motivo è che per lei si tratta dell’ennesima vetrina per se stessi e per fare greenwashing invece di promuovere azioni concrete per il clima. Ma non solo. Greta Thunberg ha deciso di non prendere parte al vertice globale per un’altra ragione molto seria.

La COP27 si terrà in un paradiso turistico in un Paese che viola molti diritti umani fondamentali. Lo spazio per la società civile quest’anno è estremamente limitato”– ha spiegato durante la presentazione del suo ultimo libro “The Climate Book” al Southbank Centre di Londra. – Sarà difficile per gli attivisti far sentire la propria voce“.

Dello stesso parere anche Naomi Klein, la giornalista e attivista canadese, che si è scagliata contro l’organizzazione dell’evento a Sharm el-Sheikh:

L’Egitto di Sisi sta facendo un grande spettacolo di pannelli solari e cannucce biodegradabili in vista del vertice sul clima del mese prossimo, ma in realtà il regime imprigiona gli attivisti e vieta la ricerca. – commenta in un lungo articolo apparso su The Guardian – Il movimento per il clima non dovrebbe stare al gioco.

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Fonti: COP27/The Guardian/WWF

Leggi il nostro Speciale COP27.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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