La Cina chiede al vice primo ministro giapponese di bere l’acqua radioattiva di Fukushima

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Il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha lanciato una provocazione al vice ministro giapponese Tarō Asō, invitandolo a bere l'acqua radioattiva che il Giappone ha deciso di smaltire in mare.

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Il Giappone ha dato il via libera allo sversamento in mare oltre un milione di tonnellate acqua radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima. Una decisione che tanti ambientalisti e Paesi del mondo considerano scellerata e pericolosa sia per l’ecosistema marino che per la salute umana. Secondo il governo giapponese e gran parte della comunità scientifica, però, i rischi sarebbero pari a zero. Così, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha lanciato una provocazione al vice ministro giapponese Tarō Asō, invitandolo a bere l’acqua radioattiva. 

“Un funzionario giapponese ha detto che va bene se beviamo quest’acqua, quindi bevila” ha detto Zhao Lijian, aggiungendo che l’ignoranza del Giappone sull’ambiente ecologico è “totalmente ingiustificabile”.

Nel corso di una conferenza stampa, Tarō Asō, dal 2012 alla guida del Ministro delle Finanze, aveva dichiarato: “Ho sentito che non avremo alcun danno se beviamo l’acqua trattata”.

E non sarebbe la prima volta che accade una cosa del genere. Già nel 2011 aveva fatto scalpore il gesto di un deputato giapponese che, per dimostrare che la decontaminazione delle acque dei reattori era andata a buon fine, ha bevuto un bicchiere d’acqua proveniente dalla centrale.

La posizione del Giappone non convince la Cina e altri Paesi vicini 

Il portavoce cinese Zhao Lijian si è scagliato contro la decisione presa da Tokyo, sottolineando i pericoli per la salute umana. “La malattia giapponese di Minamata si è verificata non lontano da qui e il dolore delle vittime locali deve ancora essere guarito” ha dichiarato, riferendosi ad una terribile patologia, scoperta per la prima volta nel 1956 a Minamata, città della Prefettura di Kumamoto in Giappone. La patologia, che ha effetti devastanti sul sistema nervoso e può portare anche al coma e al decesso nel giro di qualche settimana, è stata provocata dal rilascio di metilmercurio nelle acque reflue dell’industria chimica Chisso Corporation. Una delle tante (troppe!) malattie legate all’inquinamento. 

“Il Giappone non dovrebbe dimenticare la tragedia storica” ha sottolineato Zhao, esortando il governo del primo ministro Yoshihide Suga a non rilasciare in mare l’acqua radioattiva, senza il consenso di altre nazioni e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Cina, Corea del Sud e Taiwan hanno espresso si stanno opponendo con forza alla decisione del Giappone. La Corea del Sud si è mobilitata, impugnando la decisione del Giappone al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo. 

Ovviamente gli interessi in ballo sono molti, e sono soprattutto legati all’industria ittica, che teme un pesante contraccolpo per le vendite di pesce, che la popolazione potrebbe aver paura di consumare.

Fonte: The Mainichi 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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