Ti sei mai chiesto che fine fanno le milioni di mini saponette usate degli hotel? Quest’uomo sì e ha creato un’associazione che le riutilizza così

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Cosa succede a quei piccoli pezzetti di sapone dell'hotel dopo che sono stati usati? Ve lo siete mai chiesto? Vi diamo un indizio: non finiscono nella spazzatura se l'hotel è partner di Clean the World, un'associazione che ha come scopo proprio il loro riutilizzo per fini benefici, evitando che finiscano in discarica. L'idea geniale e solidale è di Shawn Seipler

C’è chi le colleziona e chi invece si chiede cosa accade alle saponette o ai vari accessori da toletta negli hotel, usati ma non consumati del tutto, una volta che gli ospiti sono andati via.

La stessa domanda se l’era posta Shawn Seipler nel 2009 dopo un intenso periodo di viaggi e soggiorni in alberghi. C’era qualcosa che si poteva fare per frenare questo spreco?

Un’idea diventa una fondazione

Come nelle migliori tradizioni a stelle e strisce, è in un garage della Florida che Seipler assieme a un gruppo di amici, sviluppa un sistema per riciclare saponette rendendole sterili e poi donarle, su larga scala, a bambini e famiglie in tutto il mondo affinché l’accesso all’igiene, dall’acqua al sapone, diventi un vero diritto universale.

Le malattie che ne derivano, dalle infezioni respiratorie alla diarrea fino alle polmoniti, sono tra le cause principali della mortalità infantile che ha colpito oltre 5 milioni di bambini solo nel 2020, 2,2 milioni di bambini e giovani dai 5 ai 24 anni.

Nasce così Clean the World, organizzazione indipendente, che si occupa quindi di riciclare il sapone in nuove barrette distribuite prima alle comunità locali, ai senzatetto e ai più bisognosi in tutto il mondo.

Come si riciclano le saponette?

La superficie viene pulita, poi si sterilizza tutto il panetto, si macina e il composto che se ne ricava viene inserito in una linea di produzione dove si rimodellano le nuove barrette igieniche.

Una volta inscatolate e caricate su pallet, vengono distribuite ai centri di accoglienza: una parte viene raccolta da diverse organizzazioni negli Stati Uniti, l’altra viene spedita in tutto il mondo. Da quel 2009 sono state distribuite 50 milioni di saponette che hanno raggiunto 12.000.000 di persone in 127 paesi.

Hotel partner in crescita

Il primo albergo a credere nel progetto è stato l’Holiday Inn dell’aeroporto internazionale di Orlando. Oggi sono 8.000 i partner tra hotel e resort, inclusi Walt Disney World Hotels, Marriott e Hilton con del personale formato: si raccolgono saponette e bottigliette usate che vengono depositate in appositi cassonetti poi trasportati negli impianti di riciclaggio. Una volta ordinati, entrano nelle fasi del processo di riciclaggio prima di un viaggio verso paesi e città sparsi nel mondo.

I programmi per l’acqua

Questa realtà continua a crescere, dall’aiuto dei volontari in prima linea nelle comunità fino agli accordi su vasta scala che si sottoscrivono, tutti volti a garantire l’accesso all’acqua e al sapone.

Parliamo di docce mobili per i senza tetto, di box per l’igiene da devolvere in beneficienza, di programmi di promozione e sensibilizzazione di igiene rivolti ai bambini ma anche alla popolazione adulta, azioni che hanno permesso la riduzione del 15% della mortalità infantile nei primi sei mesi di vita in diversi contesti.

 

Cosa fare con le saponette in casa?

Anche noi nel nostro piccolo, quando capitiamo in hotel che ancora le usano, possiamo dare nuova vita alle mini saponette, portandocele via per riutilizzarle.

Spesso in casa ci si ritrova con scaglie di sapone quando il panetto è quasi arrivato alla fine del ciclo di vita: basta bagnarle e attaccarle a una nuova saponetta.

Oppure si possono far sciogliere a bagnomaria, metterle in uno stampo e creare un sapone nuovo.

Per i patiti del giardinaggio si possono infilare in una calza di nylon da utilizzare per detergere le le mani dopo aver lavorato la terra.

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Fonti: UNICEF/Clean The World

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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