Bolsonaro sta pianificando in segreto di sfruttare le terre delle tribù incontattate dell’Amazzonia

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In Amazzonia un'altra tribù incontattata è in grave pericolo: così il governo brasiliano vuole sfruttare il territorio di Ituna Itatá

In Amazzonia un’altra tribù incontattata è in grave pericolo: è stato appena svelato un complotto del governo brasiliano che riguarda lo sfruttamento del territorio di Ituna Itatá, dove è stata confermata – con tanto di prove – l’esistenza di un insediamento di indigeni 

Non c’è tregua per i popoli indigeni dell‘Amazzonia. Il presidente Jair Bolsonaroil peggiore della storia del Brasile – ha intenzione di portare avanti un piano spietato nel territorio di Ituna Itatá (in italiano “Odore di Fuoco”), autorizzando lo sfruttamento delle terre di una tribù incontattata. E per farlo senza ostacoli sta tentando di insabbiare le prove della sua esistenza. Il complotto, però, per fortuna è stato appena scoperto, come denunciato da Survival International, il movimento mondiale che si batte per i diritti dei popoli indigeni.

L’insabbiamento delle prove coinvolge diversi massimi funzionari del FUNAI (il Dipartimento governativo agli Affari Indigeni), selezionati personalmente da Bolsonaro. Questi avrebbero organizzato un incontro segreto con il senatore Zequinha Marinho, un famigerato politico, alleato di Bolsonaro, che guida la campagna legata allo sfruttamento del territorio. A Marinho hanno permesso di vedere un rapporto confidenziale che dimostra l’esistenza della tribù, rivelandone l’ubicazione.

È impossibile immaginare un tradimento più grande della missione del FUNAI: l’organo ufficiale che esiste per difendere i diritti dei popoli indigeni sta ora attivamente lavorando per sterminarli. È in corso un genocidio – ha dichiarato oggi Fiona Watson, Direttrice del Dipartimento Campagne di Survival. – Se non fermeremo al più presto questo complotto, assisteremo alla distruzione completa di uno dei popoli più vulnerabili del pianeta.

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La tribù indigena a rischio a causa del piano spietato

Come anticipato, la tribù incontattata a rischio vive nell’area Ituna Itatá, che sorge nello stato brasiliano di Parà. Come se non bastasse si tratta del territorio indigeno che nel 2019 ha subito il più alto tasso di deforestazione del Paese. Un recente realizzato nell’ambito della campagna “Incontattati o Distrutti” (a cui ha preso parte anche Survival International) aveva svelato che negli ultimi anni quest’area è stata soggetta a un furto di terra su vasta scala ed è stata sfruttata da trafficanti di legname per la costruzione di strade ed elettrodotti.

Tutto ciò nonostante dovesse essere preservato in base a un’ordinanza di protezione territoriale (che includeva delle misure d’emergenza utilizzate per tutelare i territori di tribù incontattate per i quali non si è ancora concluso il lungo iter di demarcazione ufficiale).

L’ordinanza in questione è scaduta il 25 gennaio 2022, ma due giorni dopo il giudice federale ha ordinato al FUNAI di rinnovarla. La scorsa estate, alcuni esperti del Dipartimento degli Affari Indigeni avevano condotto una spedizione sul campo per confermare o meno la presenza della tribù incontattata nel territorio. E le prove c’era tutte: una ciotola, resti di cibo e anche una radura realizzata per un accampamento. Dopo la scoperta, avevano redato un rapporto contenente tutti i dettagli.

Tuttavia, nonostante i documenti che lo provassero, successivamente il FUNAI ha negato tutto e parallelamente alcuni funzionari hanno organizzato un incontro segreto con il senatore Zequinha Marinho, che spinge da tempo per aprire il territorio di Ituna Itatá. Durante quest’incontro è stato a Marinho il rapporto completo, che rivela i punti esatti della scoperta delle prove.

Purtroppo, non è la prima volta che accade un fatto del genere. In passato informazioni di questo tipo sono state usate da trafficanti di legname e imprenditori agricoli senza pietà per trucidare i popoli incontattati e appropriarsi delle loro terre. Adesso, per far luce sul caso, l’ufficio del  Pubblico Ministero di Altamira, la principale città nei pressi di Ituna Itatá, ha aperto un’indagine e ha chiesto al FUNAI di consegnare il report completo.

Il modo in cui la direzione del FUNAI sta gestendo le Ordinanze di protezione territoriale è un’ulteriore prova delle azioni criminali del governo Bolsonaro nell’ambito del suo attacco ai diritti indigeni, garantiti dalla costituzione – sottolinea Leonardo Lenin Santos di OPI (Observatório dos Direitos Humanos dos Povos Indígenas Isolados e de Recente Contato) – Il caso del Territorio di Ituna Itatá è estremamente grave.

È assurdo pensare che le tribù indigene vengano private così facilmente del loro diritto ad avere una loro terra e, di conseguenza, del sacrosanto diritto di esistere. Ed è gravissimo scoprire che chi dovrebbe tutelarli li sta tradendo.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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