Extinction Rebellion colpisce ancora: il MiTE imbrattato di vernice per la seconda volta in due giorni

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Gli attivisti di Extinction Rebellion si sono introdotti nell'edificio del MiTE riuscendo a raggiungere il piano del ministro Cingolani

Nuovo attacco vandalico ai danni del Ministero della Transizione ecologica la cui sede è stata imbrattata di vernice per la seconda volta dagli attivisti di Extinction Rebellion, che ieri e stamattina hanno scavalcato i tornelli all’ingresso del MiTE e iniziato a verniciare ovunque.
Oggi, infatti, gli attivisti hanno messo a segno un nuovo blitz entrando direttamente negli uffici di via Cristoforo Colombo fino ad arrivare al quinto piano.

Chiediamo al MiTE di smetterla di giocare con il nostro futuro – avevano scritto ieri in un post – chiediamo alla politica di fare il suo dovere: occuparsi degli interessi di cittadini e cittadine, non di quelli delle multinazionali che giocano al greenwashing riempiendosi le tasche mentre il mondo collassa.

Inevitabile e immediata la reazione dello stesso Cingolani, che in un video condanna qualsiasi atto vandalico:

Ancora una volta, con vernice gialla e rossa, gli attivisti hanno lasciato messaggi come “Act now” e “+ Actions, – Bla Bla”. L’ultimo è una citazione del discorso di Greta Thunberg alla COP26.

blitz mite

©Extinction Rebellion

Roberto Cingolani, il ministro che dovrebbe guidare l’Italia attraverso una transizione ecologica decisiva, ha rinnovato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Solvay – scrivono, multinazionale belga finita più volte sotto i riflettori per le sue attività inquinanti. L’autorizzazione sarebbe scaduta nel 2027, eppure il ministro ha deciso di rinnovarla con largo anticipo, estendendola fino al 2034. Come se non bastasse, dall’Aia sono scomparse tutte le criticità ambientali evidenziate nella licenza precedente.
blitz mite

©Extinction Rebellion

La Solvay, che produce solventi e materie plastiche, possiede diversi stabilimenti in Italia: i più noti sono a Rosignano (Livorno) e a Spinetta Marengo (Alessandria). Il primo sorge sul mare, dove negli ultimi tre anni l’azienda ha sversato 688 mila tonnellate di solidi sospesi e 88,7 tonnellate di metalli pesanti. Il secondo ha avvelenato il territorio mettendo in pericolo la salute di centinaia di persone: studi condotti da Arpa e Asl dimostrano che nei pressi del polo chimico c’è un’incidenza allarmante delle patologie correlate ai PFAS e e un aumento del 70% di alcuni tumori.

La campagna, fanno sapere da Extinction Rebellion, porta avanti azioni di disturbo, e andrà avanti fino a un incontro pubblico con i Ministri.
Va bene far sentire la propria voce attraverso l’attivismo, ma attenzione: il vandalismo è tutt’altro.

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Fontei: Extinction Rebellion/ Mite

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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