Nuove strategie per salvare il cereale più importante del mondo dai cambiamenti climatici

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Le intuizioni di alcuni genetisti aiuterebbero il riso a sopravvivere alla siccità e alle inondazioni. E no, non c’entrano nulla gli OGM

Delle vere e proprie strategie anti-stress per salvare i raccolti più importanti della Terra da sbalzi climatici estremi. Degli studiosi statunitensi hanno così analizzato cosa accade alle radici delle piante di riso quando si trovano di fronte a due tipi di scenari stressanti: troppa acqua o troppo poca.

E hanno tentato di capire come proteggerle dalla crisi climatica.

Il riso rappresenta il cereale più consumato al mondo, con più della metà della popolazione mondiale che fonda la propria alimentazione su di esso.

Ma i suoi raccolti sono in pericolo, afferma Julia Bailey-Serres, genetista dell’UC Riverside che ha condotto la ricerca pubblicata su Developmental Cell. Negli Stati Uniti, le inondazioni competono ogni anno con la siccità in termini di danni alle colture degli agricoltori.

Lo studio

Sebbene sia possibile che il riso prosperi nei terreni allagati, le piante producono meno cibo o addirittura muoiono se l’acqua è troppa e per troppo tempo. Il lavoro ha simulato inondazioni prolungate di cinque giorni o più, in cui le piante erano completamente sommerse. Nel contempo, sono state simulate anche condizioni di siccità.

In particolare, i ricercatori hanno esaminato la risposta delle radici a entrambi i tipi di condizioni, partendo dal presupposto che è proprio nelle radici che si vedono i primissimi segnali di stress della pianta.

Una scoperta chiave riguarda una sostanza simile al sughero, la suberina, prodotta dalle radici di riso proprio in risposta allo stress. Una sostanza che, secondo le analisi, aiuterebbe a proteggere dalle inondazioni e dalla siccità.

La suberina è una molecola lipidica che aiuta l’acqua aspirata dalle radici a raggiungere i germogli e aiuta l’ossigeno a raggiungere le radici dai germogli – spiega Bailey-Serres. Se rafforziamo la capacità della pianta di creare suberina, il riso ha migliori possibilità di sopravvivenza in tutti i tipi di condizioni atmosferiche.

I ricercatori sono stati in grado di identificare una rete di geni che controllano la produzione di suberina e utilizzare queste informazioni per l’editing genetico.

Comprendere il ruolo della suberina è particolarmente entusiasmante perché non è suscettibile alla scomposizione da parte dei microbi del suolo, quindi il carbonio che la pianta mette nelle molecole di suberina nelle radici è intrappolato nel terreno – ha affermato Alex Borowsky, biologo computazionale dell’UCR e coautore dello studio.

Ciò significa che l’aumento della suberina potrebbe aiutare a combattere il cambiamento climatico rimuovendo e immagazzinando il carbonio dall’atmosfera. In più, i ricercatori hanno anche identificato i geni che controllano alcuni degli altri comportamenti di stress del riso.

Una delle nostre interessanti scoperte è che quando le piante di riso vengono immerse nell’acqua, il ciclo di crescita delle cellule radicali va in pausa, quindi si riattiva poco dopo che i germogli hanno accesso all’aria – conclude Bailey-Serres.

In futuro, il team di ricerca prevede di testare in che modo la modifica di queste risposte allo stress può rendere la pianta più resiliente sia in condizioni di bagnato che di asciutto.

Aumentare la resilienza di piante come il riso prima che sia troppo tardi, quindi. Sarà possibile?

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Fonti: Developmental Cell / UC Riverside

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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