Acque minerali: non c’è più CO2 per fare quella frizzante

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Nel nostro Paese stanno per terminare le scorte di acqua frizzante. Riuscire a trovare l'anidride carbonica per creare l'effetto bollicine è sempre più difficile e Acqua Sant'Anna annuncia la sospensione della produzione dei suoi prodotti gassati

Brutte notizie per gli amanti delle bollicine: la disponibilità di acqua frizzante è a rischio in Italia. Nei magazzini e supermercati inizia a scarseggiare già da un po’. A lanciare l’allarme è Acqua Sant’Anna, il maggiore produttore europeo di acque oligominerali, che ha annunciato lo stop alla produzione dei suoi prodotti gassati.

Il motivo? Trovare l’anidride carbonica è diventata una vera impresa in questo periodo.

La CO2 è introvabile e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione. – ha fatto sapere con l’amaro in bocca Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato della storica azienda di Vinadio  – Siamo disperati, è un altro problema gravissimo che si aggiunge ai rincari record delle materie prime e alla siccità che sta impoverendo le fonti.

In realtà non è una situazione del tutto nuova per i prodottori di acqua e bevande frizzanti Made in Italy.

La difficoltà a trovare l’anidride carbonica per prodotti alimentari si era già presentata alla fine dell’anno scorso – sottolinea Bertone –  eravamo riusciti a tamponare quella che in questi giorni sta ripresentandosi in forma di vera emergenza, che riguarda tutti i produttori europei.

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Perché scarseggia la CO2

L’acqua frizzante non è affatto un’invezione recente, ma risale alla seconda metà del ‘700. La maggior parte delle acque gassate che troviamo nei supermercati è costituita da acqua minerale naturale con aggiunta di anidride carbonica, attraverso un processo noto come carbonazione. Senza questo gas, quindi, non si riesce più ad ottenere l’effetto bollicine che piace a tanti.

Ma come mai l’anidride carbonica è diventata così difficile da reperire ultimamente? Il problema è che i fornitori di CO2 stanno destinando la loro produzione prevalentemente al settore sanitario.

Le aziende di Co2 ci spiegano che preferiscono destinare la produzione al comparto della sanità, saremmo disposti a pagarla di più anche se già costava carissima, ma non c’è stato verso di fare cambiare idea ai nostri fornitori. – spiega il presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna – Così l’acqua gassata rischia di finire: una volta finiti gli stock nei magazzini di supermercati e discount, non ci saranno più bottiglie in vendita.

Se nelle prossime settimane noterete che scarseggia l’acqua frizzante oppure è venduta a un prezzo proibitivo, adesso conoscete il motivo.

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Fonte: Ansa

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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