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Una foresta fossile vecchia di 298 milioni di anni è stata rinvenuta in una miniera di carbone nei pressi di Wuda, nella Cina settentrionale. Come per la città romana di Pompei, anche questo sito è stato preservato fino ai giorni nostri grazie alle ceneri che l’hanno rapidamente ricoperto in seguito all’eruzione di un vicino vulcano. 

La straordinaria scoperta, pubblicata dalla National Accademy of Sciences, è stata oggetto di studi da parte del paleobotanico Hermann Pfefferkorn, dell’Università della Pennsylvania e da un team di colleghi cinesi: Jun Wang dell'Accademia delle Scienze cinese, Zhang Yi della Normal University di Shenyang e Zhuo Feng della Yunnan University.

"La foresta è rimasta perfettamente conservata", ha dichiarato Pfefferkorn. "Abbiamo trovato alcuni piccoli alberi con foglie, rami, tronchi perfettamente conservati. Questo è davvero emozionante”.

L’enorme fossile risale all’era Paleozoica e più precisamente all'inizio del periodo geologico noto come Permiano, durante il quale le placche continentali terrestri erano ancora in movimento verso l'altro per formare il super continente Pangea.

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A causa delle attività di estrazione della miniera una buona parte dei reperti è andata perduta. Gli studiosi comunque sono riusciti ad esaminare circa 1.000m2 di ceneri stratificate in tre diversi siti, uno vicino all’altro. Complessivamente hanno identificato sei gruppi di alberi tra cui quello degli Noeggerathiales, progenitori delle attuali felci.

I ricercatori infine si sono avvalsi della collaborazione del pittore Ren Yugao per realizzare delle accurate ricostruzioni di tutti e tre i siti.

Lorenzo De Ritis

foto: Ren Yugao

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