Vivisezione: ancora rinviato il voto sull’articolo 14. Firma l’appello ai senatori a votare sì

Vergogna e tanta, tanta amarezza. Non riesco a commentare in altro modo il fatto che siano già passati ben 9 mesi che il Senato decide di non decidere. Il voto sull’articolo 14 contro la vivisezione, che impegnerebbe il Governo a vietare l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione, è stato di nuovo rinviato a mercoledì prossimo.

Intanto la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente ha presentato qualche giorno fa la nuova “campagna-verità” contro la vivisezione, rivolta alle Istituzioni, invitate a “diventare promotrici di una ricerca moderna che investe in metodi sostitutivi”. La campagna, e ai cittadini, ai quali le lobby farmaceutiche propongono la grossolana e falsa alternativa “salvare l’animale o salvare l’uomo”.

Per fortuna, la scienza moderna sarà sempre di più in grado di salvarli entrambi. Lo ha spiegato il primo “testimonial” della campagna: Susanna Penco, ricercatrice all’Università di Genova e malata di sclerosi multipla, assolutamente convinta che la sperimentazione sugli animali sia inutile e dannosa. Ciò di cui concretamente si discute in Parlamento non è, purtroppo, l’abolizione della vivisezione, ma solo il recepimento di una direttiva europea, la 2010/63, che disciplina la vivisezione. Nel nostro Paese vi sono più di trenta norme (leggi, decreti ministeriali, decreti legislativi, circolari, raccomandazioni europee etc.) che impongono l’uso di animali nel campo della ricerca.

Il testo dell’attuale art.14 della legge comunitaria per il 2011 (“sequestrato” da diversi mesi in commissione IVX), che recepisce la direttiva 2010/63, è stato votato alla Camera il 1 febbraio 2012 a larghissima maggioranza 380 sì, 20 no e 54 astenuti), è stato trasmesso al Senato il 7 febbraio 2012. Durante l’esame ha ottenuto il parere favorevole della Commissione Sanità del Senato, del ministro Moavero (Affari europei) e del sottosegretario (Cardinale). L’articolo impegna il governo a tener conto, nel redigere il decreto legislativo di recepimento, anche di alcuni altri principi e criteri direttivi, tra i quali la norma ribattezzata “anti Green Hill”, introdotta dall’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, che prevede il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione e il divieto di esperimenti che non prevedano anestesia o analgesia.

Questa è una settimana cruciale per il destino di centinaia di migliaia di animali e dell’articolo 14 che, oltre a incentivare la ricerca sostitutiva e a vietare le sperimentazioni senza anestesia, proibirà in Italia l’apertura di nuove Green Hill, gli allevamenti di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione.Un primo e importante passo verso la liberazione di ogni essere vivente, per un mondo in cui le gabbie sono tutte vuote.

Per firmare la petizione della Lav e chiedere ai senatori di votare “Sì” all’articolo clicca qui

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