Green Hill: il Tribunale del Riesame dissequestra il lager, i beagle tornano sotto sequestro probatorio

I sigilli a Green Hill sono stati tolti, Il Tribunale del Riesame ha appena disposto il dissequestro della struttura, revocando il sequestro preventivo dell’allevamento di Montichiari disposto il primo ottobre scorso. I cani, per ora, restano con le famiglie. Paura. Vuoto nel cuore. Possibile che quei mostri non siano stati fermati? E i cani? Loro, almeno loro, per fortuna rimangono sotto sequestro probatorio. “Il Tribunale del Riesame di Brescia ha reso nota la propria decisione di accogliere il ricorso di Green Hill contro il provvedimento di sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Brescia“, si legge in una nota della Lav.

Le motivazioni che hanno portato all’annullamento del sequestro preventivo, per comprendere le ragioni di merito verranno rese note nei prossimi giorni. Rimane il sequestro probatorio degli oltre 2639 beagle salvati da Green Hill e quindi gli animali rimangono nelle famiglie che li hanno accolti, garantendogli una vita serena. Ma questi beagle, destinati alla vivisezione e liberati dopo sforzi titanici e iniziati finalmente a una vita libera e felice fuori dal lager, corrono ancora il rischio di tornare lì dentro.

Per quanto riguarda la struttura, pur tornando nelle disponibilità dell’azienda, riteniamo che comunque l’inchiesta in corso e gli elementi emersi rendano difficile la prosecuzione dell’attività di allevamento. La decisione del Tribunale del riesame non compromette affatto l’iter delle indagini né l’auspicato eventuale processo a Green Hill”, scrive la Lav. I cani, insomma, per ora sono tutti ancora al sicuro, anche se, praticamente si è tornati indietro, alla situazione di partenza.

Ma quanto dura il sequestro probatorio? Cosa potrebbe succedere dopo? Di fatto, il sequestro probatorio, che ora regge l’affidamento dei cani è a termine e -ipotesi tremenda- allontana anche la possibilità di confisca, ovvero la definitiva perdita di ogni rivalsa da parte di Green Hill sui beagle. Perché Grenn Hill dovrebbe riprendersi i cani? Ciò che potrebbe portare Green Hill a riavere indietro i cani è il cosiddetto “brevetto Marshall”, lo spiega anche Geapress. Si tratta di quelle caratteristiche proprie solo dei cani della multinazionale americana, che potrebbe essere interessata a tutelarle e a non diffonderle. Un altro motivo, poi, potrebbe essere una semplice questione d’orgoglio: anche se non servono più allo scopo della vivisezione, perché “contaminati”, devono tornare in loro possesso. Punto e basta. “Perché noi siamo potenti, siamo una multinazionale”.

In linea teorica, ha dichiarato a GeaPress l’Avvocato di Legambiente David Zanforlini, che ha formulato la denuncia dalla quale è partita l’azione giudiziaria contro Green Hill, “già da domani la struttura di Montichiari potrebbe riprendere la sua attività, ma i cani rimangono a chi attualmente li ha avuto in carico”. Prima di dare un giudizio completo, ha aggiunto Zanforlini, “dobbiamo leggere la sentenza. Certo questa decisione non era da augurarsi”. Quello che preoccupava tutti si sta verificando: la restituzione dei cani non è più improbabile.

Sarebbe la rivolta popolare. Ma se non sono loro, se non è Vivi, saranno altri beagle a ripopolare quelle fredde gabbie? Questo potrebbe accadere davvero, e a breve, ora che la struttura è stata dissequestrata. Non c’è nessuna certezza sul contrario. E noi, no, non possiamo assolutamente permetterlo. Ansia. Un incubo da cui spero di svegliarmi. Vogliamo gabbie aperte e animali liberi. Sempre. Green hill ha vinto solo una battaglia. Noi vinceremo la guerra.

Germinal Bio

10 idee da mettere dentro il cestino da picnic e accontentare tutti

Coop

Arrivano le ciliegie “Buone e Giuste” senza glifosato di Fior Fiore Coop

corsi pagamento

seguici su facebook