Samantha Cristoforetti, la bambina che sognava di volare tornerà nello spazio nel 2022

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Da bambina sognava di volare, ha inseguito i suoi desideri e ce l’ha fatta. Con impegno, studio e dedizione il suo sogno è diventato realtà. Nel 2014 si è spinta letteralmente tra le stelle diventando la prima donna italiana in orbita. E nel 2022 Samantha Cristoforetti tornerà a guardarci dalla sua finestra esclusiva sul mondo, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

AstroSam è stata assegnata a una seconda missione spaziale e volerà verso la ISS nella primavera del 2022. Ad annunciarlo ieri è stata l’Agenzia Spaziale Europea. L’astronauta era già stata sulla Stazione durante la missione Expedition 42/Expedition 43 tra il 2014 e il 2015 quando ha raggiunto anche il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni).

“Da quando sono tornata dalla mia prima missione ho avuto molte opportunità di crescere come professionista” ha raccontato Cristoforetti. “Ho anche avuto la possibilità di vivere per 10 giorni sott’acqua come comandante dell’equipaggio NEEMO23 della NASA, sperimentando un’esperienza analoga a una missione spaziale. Ma tornare alla ISS, la mia casa lontano da casa, è sempre rimasta la mia aspirazione. Sono onorata di essere stata incaricata di una seconda missione spaziale e non vedo l’ora di rappresentare nuovamente l’Europa in orbita, mentre continuiamo a perseguire la scoperta scientifica e l’eccellenza tecnologica”.

L’addestramento per la seconda missione di Samantha è già in corso e si svolgerà tra l’European Astronaut Center dell’ESA a Colonia, in Germania, e il Johnson Space Center della NASA a Houston, in Texas. Nei prossimi mesi, il programma si intensificherà e Samantha dovrà  rispolverare i sistemi e le procedure della Stazione Spaziale e acquisire nuove conoscenze sugli esperimenti e le attività specifiche che svolgerà nello spazio.

Da Futura… al futuro

Come anticipato, Samantha è volata per la prima volta sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2014 per la missione ASI ‘Futura’, tornando sulla Terra su un veicolo Soyuz russo dopo quasi 200 giorni nello spazio. Durante la missione, ha portato avanti un ampio programma scientifico di esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, nonché ricerche sulle radiazioni. Studi che favoriranno la ricerca scientifica sulla Terra perché condotti in condizioni straordinarie, come la microgravità.

“Da quando mi ricordo, dicevo che da grande avrei fatto l’astronauta, poi sono diventata più realista e ho cominciato a dire che da grande avrei provato a fare l’astronauta perché avevo iniziato a capire che comunque era difficile e poi crescendo ho sviluppato tutta una serie di interessi più maturi che mi hanno incanalato su questa strada. Fare l’astronauta era il mio sogno, poi con la passione per le scienze, la tecnologia, il volo, anche per cose come le lingue, gli aspetti interculturali… Sono tutte cose che ho sempre amato molto, che ho perseguito nelle mia vita, che mi hanno poi permesso di partecipare alla selezione da astronauta e che adesso fanno parte integrante del mio lavoro e della mia vita. Un aspetto imprescindibile per chi ha delle ambizioni di lavoro non scontate, lo è per gli astronauti perché sulla Stazione Spaziale Internazionale è fondamentale la capacità di comunicare senza barriere linguistiche e culturali” ci ha raccontato Samantha durante una nostra intervista, poco prima della missione Futura.

Occorre sempre inseguire i propri sogni, anche quando ci portano tra le stelle. Non importa che tu sia un uomo o una donna, i sogni non hanno genere. E Samantha l’ha ampiamente dimostrato.

Fonte di riferimento: Esa

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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