©Kim Gaucher/Twitter

Olimpiadi di Tokyo: le atlete che allattano potranno portare i loro figli ai Giochi Olimpici

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Le atlete madri che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo e che allattano potranno portarsi il bebè a seguito. È la bella notizia che giunge dal Comitato olimpico internazionale (CIO), che aveva a priori stabilito che nessuna famiglia potesse recarsi a Tokyo a causa delle restrizioni legate al Covid-19. Ma in molte hanno chiarito il loro disappunto. E hanno vinto. 

La decisione arriva infatti dopo che alcune atlete che avevano partorito di recente – prima fra tutte Kim Gaucher, cestista canadese – avevano messo pubblicamente in piazza le difficoltà che avevano incontrato all’idea di dover piantare un figlio in pieno allattamento. Una richiesta che inizialmente era caduta nel vuoto, considerata come fortemente improbabile.

Nessun atleta dovrebbe dover scegliere tra il proprio figlio ed essere una olimpionica, avevano detto.

Poi, l’inaspettata inversione di rotta, mentre le avevano fatto eco anche altre atlete madri, compresa la fondista americana Aliphine Tuliamuksi che si era lamentata del problema dicendo che “non può immaginare” di andare ai Giochi senza sua figlia. 

Dopo che un’attenta considerazione della situazione unica che devono affrontare le atlete con bambini allattati, siamo lieti di confermare che, quando necessario, i bambini allattati saranno in grado di accompagnare le atlete in Giappone, hanno proclamato dal Comitato olimpico internazionale.

E così mamme atlete che allattano bimbi tutte a Tokyo! 

Dal CIO però ci tengono a precisare: poiché il villaggio olimpico è riservato agli atleti e ai dirigenti della squadra, i bambini devono soggiornare in alloggi privati ​​separati.

Le Olimpiadi iniziano il 23 luglio, con un limite di spettatori fissato al 50% della capacità di ogni sede ed entro un limite massimo di 10mila persone, mentre gli spettatori stranieri sono banditi.

Fonti: AP / CIO
 
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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