Calcio, pallavolo, bici e attività motoria: vademecum per lo sport nelle zone rosse, arancioni e gialle

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Calcio, pallavolo, bici e attività motoria. Cosa è consentito e cosa no a seconda delle varie zone di rischio regionali? Proviamo a fare chiarezza sulle disposizioni nel nuovo DPCM

Anche lo sport cambia volto alla luce del nuovo DPCM, in vigore da oggi 6 novembre.  Si può fare sport? E a che livelli? La riposta non può essere unica, alla luce delle nuove disposizioni, ma ogni Regione, almeno per due settimane, dovrà seguire delle regole diversificate. Tutto questo è valido fino al 3 dicembre, salvo nuove disposizioni.

In linea di massima, in tutte le zone (rosse, arancioni e gialle) è attualmente consentita per tutti l’attività motoria all’aperto.

In particolare, il decreto a livello nazionale prevede che

“è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”.

Occhio agli orari degli allenamenti per il coprifuoco

Ricordiamo, però, che tali attività non possono essere svolte durante le ore del cosiddetto coprifuoco (dalle 22 alle 5 del mattino). Consigliamo quindi di fare in modo di considerare i tempi del rientro alla propria abitazione per gli orari degli allenamenti.

regioni colore dpcm

@Ansa Foto

Sport di interesse nazionale, sport dilettantistici

Sugli sport di interesse nazionale, è previsto che saranno consentiti gli eventi e le competizioni, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dal Cip, riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva. In ogni caso, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni sopra citate saranno consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli.

A questo punto, dunque, la palla – è il caso di dirlo – passa al Coni che dovrà stabilire quali saranno gli eventi e le competizioni che dovranno essere portati avanti.

Sport di contatto, piscine e palestre

Ovunque sono infatti vietati gli sport di contatto.

Articolo 1 comma 9 lettera g) – Fatto salvo quanto previsto alla lettera e) in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale, salvo che siano effettuate all’aperto nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

Vietate partitelle, calcetto, allenamenti di gruppo. Restano sospese inoltre le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche.

“Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dal Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è vietato l’uso di spogliatoi interni a detti circoli. Pertanto centri e circoli sportivi pubblici e privati restano aperti solo per le attività all’aperto”.

Mascherine

Articolo 1 comma 1 – Viene ribadita l’esclusione dall’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherina monouso o lavabile[1]) per chi sta svolgendo attività sportiva.

Regioni rosse

Per chi vive nelle regioni della cosiddetta fascia rossa, ossia Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta, il decreto ha sospeso:

  • tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP
  • le attività nei centri sportivi

Si legge nel decreto:

“Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni – riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva”.

Infine, è possibile “svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale”. E’ possibile fare jogging, esercizi a corpo libero ma sempre rimandendo nei pressi della propria abitazione.

Regioni arancioni

Per chi vive in Puglia e in Sicilia, rimarranno chiuse piscine e palestre, come stabilito anche dal precedente DPCM, ma restano aperti i centri sportivi. Sarà possibile fare attività motoria, anche in bicicletta, rimanendo comunque all’interno del proprio Comune. In queste regioni infatti vige il divieto di spostamento al di fuori dei confini comunali.

Regioni gialle

Le Regioni sono: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto, Trento, Bolzano, Emilia Romagna. Anche qui, come nelle altre regioni, restano chiuse piscine e palestre, ma saranno aperti i centri sportivi.

Qui ci si potrà continuare ad allenare per gli sport di contatto, in forma individuale, come già indicato dal DPCM del 24 ottobre e con il divieto di uso degli spogliatoi.

Stop campionati di volley fino a gennaio

Nel frattempo ogni Federazione si sta muovendo con nuove disposizioni. Ad esempio la Fipav ha fermato tutti i campionati fino a gennaio:

Il nuovo DPCM non ha fornito ulteriori indicazioni quindi nei prossimi giorni si attendono le interpretazioni degli organi competenti, il Coni in testa.

Piste ed impianti sciistici

Articolo 1 comma 1 lettera oo) – Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni.

Gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

Per scaricare il modulo per l’autocertificazione CLICCA QUI

Scarica qui il testo integrale del Dpcm_3_novembre_2020

Fonti di riferimento: Gazzetta ufficiale del 4 novembre, Governo, Ministero dell’Interno, Dipartimento dello sport

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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