Sara Anzanello: questa lettera che ci ha lasciato la campionessa del volley cambierà la tua giornata

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“Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta. Vivere,senza grandi pretese, ma vivere”. La morte di Sara Anzanello, la pallavolista trentottenne morta per colpa di un cancro, ha lasciato un grande vuoto nel mondo dello sport e non solo, adesso i genitori pubblicano la sua ultima lettera che ci fa riflettere sull’importanza della vita e delle ‘cose normali’.

Aveva lottato contro una grave forma di epatite C, aveva subito un trapianto di fegato, ma si era rialzata fino all’ennesima doccia fredda: un tumore al sistema linfatico. Nonostante la stanchezza però la campionessa italiana vincitrice del titolo mondiale nel 2002 insieme alle sue compagne di squadra, non ce l’ha fatta.

La sua storia era diventata quella di tutti, i suoi progressi nel tornare a mangiare e camminare, senza nessun vittimismo, sempre con la voglia di farcela e di essere da esempio a chi come lei, doveva combattere una dura battaglia.

Lei che aveva trionfato due volte in World Cup, poi l’argento negli Europei 2005, cinque medaglie al Grand Prix, non è purtroppo riuscita a sconfiggere il tumore.

Vivere, senza grandi pretese, ma vivere

I genitori hanno deciso di pubblicare su Facebook la sua ultima lettera con una sua foto, al mare, lì dovrebbe avrebbe voluto essere. Prendetevi due minuti per leggerla:

Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà,
per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive.
Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico.
Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere.

Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti.
Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande?
Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene.

Vivere, senza grandi pretese, ma vivere.
Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista.

Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un Tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio.

A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un’equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri.
Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più…

Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no.
Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura.
Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene.

Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.
Arrivederci a tutti.
Sara.

Dominella Trunfio

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