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Naomi Osaka, di origine giapponese e haitiana, ringrazia i suoi antenati dopo il trionfo agli US Open di tennis

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Naomi Osaka è arrivata da dietro per vincere gli US Open e il giorno, dopo ha guardato molto in là nel passato.

“Vorrei ringraziare i miei antenati perché ogni volta che ricordo che il loro sangue scorre nelle mie vene mi viene in mente che non posso perdere”, ha twittato la stella del tennis, madre giapponese e padre haitiano.

Osaka ha vinto il suo secondo US Open e il terzo titolo del Grande Slam.

In ogni partita dell’Open di quest’anno, ha indossato una mascherina con il nome di una vittima di presunte violenze razziste da parte della Polizia negli Stati Uniti.

Sette mascherine, sette uomini: Breonna Taylor, Elijah McClain, Ahmaud Arbery, Trayvon Martin, George Floyd, Philando Castile, Tamir Rice (ucciso da un agente di polizia di Cleveland all’età di 12 anni nel 2014).

“Sento che il momento di iniziare a parlare”, ha detto Osaka, 22 anni, che gioca per il Giappone, ma vive negli Stati Uniti.

I fan hanno mostrato il loro sostegno per questa scelta su Twitter.

L’Osaka ha rivendicato il titolo battendo la bielorussa Vikorija Azarenka (Wta 27) con il punteggio di 1-6, 6-3, 6-3.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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