Sci, impianti chiusi? Dalle ciaspolate al fondo, tutte le attività consentite in montagna

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Speranze disattese per chi attendeva con impazienza la riapertura degli impianti sciistici. Ieri, in extremis, è arrivato il provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al prossimo 5 marzo, data in cui scadrà il DPCM del 14 gennaio.

La decisione presa dal ministro della Salute Roberto Speranza è dettata dai recenti dati sulla epidemiologici forniti dall’Istituto Superiore di Sanità e dal parere contrario del Cts (Comitato tecnico scientifico), che aveva sconsigliato al governo di riaprire le piste, anche nelle regioni in fascia gialla. “Allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale” si legge nel verbale redatto dal Cts il 12 febbraio.

A preoccupare sempre di più gli esperti è la diffusione delle varianti del coronavirus, in particolare quella inglese, caratterizzata da una più elevata trasmissibilità.

La reazione delle Regioni e degli operatori del settore

La mancata riapertura degli impianti sciistici, che era prevista per oggi, ha scatenato un’ondata di polemiche, in particolare tra i governatori delle Regioni, come la Lombardia e il Piemonte. Ad insorgere anche gli operatori del settore che speravano di tornare finalmente a lavorare.

La decisione è stata criticata anche dai Comuni montani, secondo cui il blocco dello sci sarebbe un fatto “gravissimo”.

“La stagione è finita, per molti operatori che in questi istanti mi hanno confermato che non apriranno più” – afferma Marco Bussone, presidente dell’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni e delle comunità e Enti montani. – “Abbiamo buttato al vento milioni di euro in quest’ultima settimana. Uno spreco. Ora contiamo i danni, che in settimana dovranno essere rimborsati con adeguati ristori”.

Il Governo, infatti, ha annunciato che si impegnerà “a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori.”

Impianti sciistici chiusi. Quali sono le alternative?

Per il momento dobbiamo rassegnarci alla chiusura delle stazioni sciistiche. Ma cosa è possibile fare quindi? Tra le attività sportive consentite nelle regioni in fascia gialla rientrano le ciaspolate, lo sci alpinismo e lo sci di fondo, dato che non implicano l’uso di impianti di trasporto. È anche consentito fare gite e passeggiate in montagna, purché si resti all’interno della propria Regione.

Naturalmente, come tutte le altre, queste attività devono essere praticate sempre nel rispetto del distanziamento sociale e delle regole anti-Covid.

Fonte: AGI/Governo/UNCEM

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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