©José Luis Antúnez

Ilunga Mwepu, il calciatore che si salvò la vita battendo una punizione al contrario

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Joseph Ilunga Mwepu, il suo nome forse a molti di noi, specie ai più giovani,  non dirà nulla ma quest’uomo, questo giocatore di calcio della Repubblica Democratica del Congo, si rese protagonista di un gesto rimasto nella storia.

La sua è una storia che merita di essere raccontata perché è l’esempio di come calcio e politica siano stati e siano profondamente intrecciati. Era il 22 giugno del 1974 e Mwepu giocava come difensore della sua nazionale, l’allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Erano in corso i mondiali di Germania e quel giorno la compagine africana affrontò a Gelsenkirchen il Brasile, campione del mondo in carica.

Un avversario temibile capitato tra le mani dello Zaire che per la prima ed unica volta nella storia del calcio si era qualificato nella fase finale del Mondiale. All0ra, a governare il paese c’era la dittatura di Mobutu Sese Seko, ritenuto uno dei più feroci della storia dell’Africa. Il dittatore amava molto il calcio e lo considerava un vero e proprio strumento di affermazione internazionale. Accade però che dopo aver perso nella partita d’esordio 2-0 con la Scozia, lo Zaire viene sconfitto per 9-0 dall’allora Jugoslavia. Una batosta sonora che non è andata giù al dittatore.

Così, prima del match col Brasile i giocatori dello Zaire vengono minacciati di morte da Mobutu: se perderete più di 3-0 con il Brasile al ritorno a casa troverete le vostre tombe. Una vicenda emersa solo nel 2002 quando è lo stesso Mwepu a raccontarla ai microfoni della BBC.

Il l 22 giugno del 1974 la nazionale dello Zaire scende in  campo con la morte nel cuore ma riesce, suo malgrado, a contenere il Brasile fino all’85esimo quando i verdeoro erano in vantaggio 3-0. Erano salvi. Ma in quel momento accade qualcosa.

L’arbitro fischia una punizione per il Brasile dal limite dell’area africana. A batterla è Rivelino, uno dei tiratori più pericolosi di sempre. Il fischio dell’arbitro avrebbe sancito la condanna a morte dei giocatori africani ma improvvisamente Ilunga Mwepu si allontana dalla barriera e scaraventa il pallone dall’altra parte del campo.

Un gesto inspiegabile apparentemente, su cui a lungo si è ironizzato prima di capire perché il giocatore avesse agito così. Mwepu viene ammonito, i giocatori brasiliani ma anche i tifosi restano a bocca aperta ma la gara si conclude con un 3-0.

“Mobutu ci aveva minacciato di morte, eravamo già sul 3-0, fui preso dal panico e calciai il pallone lontano. I brasiliani ridevano, ma non capivano cosa io provassi in quel momento” ha raccontato alla BBC nel 2002.

Il difensore è stato accusato di non conoscere il regolamento, non è mancata l’ironia così come le beffe ma adesso sappiamo che col suo gesto è diventato uno dei simboli nella dura lotta per la libertà del popolo congolese.

Fonti di riferimento: Twitter

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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