Ecco come le gare di ciclismo possono rivelare l’evoluzione dei cambiamenti climatici

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Le gare di ciclismo potrebbero aiutare gli scienziati a capire come i cambiamenti climatici trasformano i paesaggi. A dirlo è un nuovo studio pubblicato sulla British ecological society che ha analizzato centinaia di riprese video dei diversi giri ciclistici.

Da noi c’è il Giro d’Italia, famoso è il Tour de France e poi ci sono una serie di gare regionali dove i ciclisti si sfidano a suon di pedalate attraversando diverse città e regioni. Per questo motivo, proprio i ciclisti e nello specifico le riprese video che vengono realizzate potrebbero essere di supporto per capire come cambiano i paesaggi da anno in anno per via dei cambiamenti climatici.

In particolare, gli scienziati hanno analizzato i dati del tour delle Fiandre che si svolge in Belgio ogni aprile dal 1913. Dal 1981 sono stati girati dei filmati che hanno permesso di vedere come la vegetazione è mutata fino ai giorni nostri.

Il team ha scoperto che con l’aumentare della temperatura, gli alberi ad esempio, hanno anticipato la fioritura. Prima del 1990, quasi nessun albero aveva fiori, ma anno dopo anno, lo scenario era diverso.

In particolare, gli alberi di magnolia, biancospino, carpino e betulla in aprile sono già nella massima fioritura perché dal 1980 le temperature medie sono aumentate di 1,5 gradi centigradi. Ciò secondo i ricercatori è decisamente un aspetto negativo.

“Arrivando alla fioritura prima, questo significa che sfioriranno prima, questo va ad influenzare animali e altre piante e perfino interi ecosistemi. Alcuni dei fiori che crescono sotto questi alberi potrebbero non essere in grado di ricevere abbastanza luce solare per fiorire. Di conseguenza, gli insetti potrebbero ritrovarsi senza nettare”, afferma Pieter De Frenne dell’Università di Gand, autore principale dello studio.

Osservare fotografie o fotogrammi per studiare i cambiamenti climatici non è di certo una novità, si chiama fenologia, tuttavia finora, non si era mai pensato alle gare ciclistiche.

“Il nostro metodo potrebbe essere utilizzato per raccogliere dati su altri aspetti importanti per la ricerca ecologica o evolutiva, come la salute degli alberi, il livello dell’acqua nei fiumi e nei laghi e la diffusione di specie invasive. Solo raccogliendo dati dal passato saremo in grado di prevedere gli effetti futuri dei cambiamenti climatici su specie ed ecosistemi”, conclude De Frenne.

Un’idea che potrebbe magari rivelarsi utile anche per il Giro di Italia per monitorare l’evoluzione delle buche delle nostre strade (si fa per scherzare).

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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