Questa è la chiave da tenere sempre in considerazione per correre più veloci, faticare meno ed evitare infortuni

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La cadenza nella corsa potrebbe essere la chiave per correre meglio, più a lungo ed evitando infortuni. Scopriamo di cosa si tratta.

I runner più esperti e sempre pronti a migliorare le proprie prestazioni sono principalmente interessati a tre aspetti del loro allenamento: diventare più veloci, essere in grado di correre più a lungo senza incorrere in infortuni e correre più lontano. Obiettivi che li aiutano a mantenere la motivazione e li spronano a fare sempre di più.

Se anche voi vi siete chiesti come fare a correre più veloce vi sono sostanzialmente due possibilità: la prima è aumentare la lunghezza del passo, la seconda è aumentare la frequenza del passo, e proprio quest’ultima è nota come cadenza nella corsa.

Ultimamente, la cadenza nella corsa è considerato l’aspetto più importante da tenere in considerazione se si vogliono migliorare le proprie prestazioni in quanto è associata a maggiore velocità e resistenza ma anche alla diminuzione del rischio lesioni.  

La cadenza nella corsa è il numero di passi al minuto che una persona compie mentre sta correndo e questa varia a seconda di diversi fattori, uno dei più importanti è l’altezza del corridore.

I runner più alti che si muovono a velocità costante tendono ad avere un passo più lungo e una cadenza più lenta rispetto ai corridori più bassi. Il corridore più basso deve compiere passi più rapidi per percorrere lo stesso terreno nello stesso lasso di tempo. Ma anche la corsa in pendenza o in discesa influisce sulla cadenza.

Quando corriamo in salita, tendiamo ad aumentare la cadenza, di conseguenza la lunghezza del passo si accorcia. Questi due fattori ci aiutano ad adattarci alla maggiore richiesta di energia della corsa in salita. In discesa invece la cadenza diminuisce (mentre la lunghezza del passo aumenta).

Perché la cadenza nella corsa è importante

La cadenza ha un effetto sulla velocità di corsa, aumentarla ci aiuta a correre più velocemente. Uno studio che ha coinvolto la frequenza del passo di runner di ultramaratone ha mostrato che velocità più elevate erano costantemente associate a cadenze più elevate.

Comprendere la nostra cadenza di corsa può aiutarci anche a ridurre l’affaticamento in modo da poter correre più a lungo. Una cadenza più alta è associata a una diminuzione delle forze di reazione al suolo. Queste sono le forze esercitate sul corpo dal suolo quando il piede lo colpisce. In parole più semplici, una cadenza più alta significa un impatto minore. Inoltre, una cadenza più elevata è anche associata a un minor rischio di lesioni.

In altre parole, più breve è il tuo passo e più passi fai al minuto, più leggero diventa il carico sul tuo corpo.

Uno studio ha anche notato che una cadenza più alta porta ad una riduzione del consumo di VO2 (che rappresenta il massimo volume di ossigeno consumato per minuto per chilogrammo di peso e definisce il livello cardiorespiratorio e aerobico personale). Ciò significa che con una cadenza più elevata, possiamo mantenere un certo livello di lavoro aerobico ma con meno energia spesa e ciò diminuisce l’affaticamento.

Anche se ci sono delle indicazioni di base in merito alla cadenza di corsa ideale, che dovrebbe essere tra 170 e 180 passi al minuto, non c’è in realtà un valore che si adatta a tutti, ogni atleta può avere il proprio parametro ideale. Se volete analizzare la vostra cadenza nella corsa, potete rivolgervi ad un allenatore esperto che potrà analizzarla anche con l’aiuto di un tapis roulant.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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