circo_umano

Scegliendo la suggestiva location del Colosseo, la LAV questa mattina ha deciso di diffondere un messaggio quanto mai sensibile ed intelligente: W il circo, ma quello umano e senza animali!

Comincerà il 3 dicembre, infatti, una vera mobilitazione nazionale mirata alla sensibilizzazione di questo tema dal titolo: “Vogliamo un circo umano”. L’obiettivo è quello di liberare gli oltre 2000 animali detenuti nei circhi italiani. È assurdo, infatti, come ci siano già 16 paesi al mondo che abbiano vietato l’utilizzo di animali in contesti circensi, mentre in Italia vige ancora una vecchia legge del 1968. La LAV vuole, innanzitutto, abrogarla. Per farlo sta raccogliendo firme attraverso una petizione che sarà possibile firmare il 3, 4 e 5 dicembre nelle principali piazze italiane. Per vedere dove è il tavolino più vicino a casa tua non occorre altro che visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

Altro aspetto deprecabile, emerso durante la presentazione della campagna, è il contributo pubblico che la nostra penisola elargisce ogni anno ai circhi. Questo si aggira tra i 5 e i quasi 7 milioni di euro annui. Questi soldi sono destinati, in teoria, a tutte quelle attività che fanno del rito socializzante il loro fulcro. Il circo vero è aggregazione. Quello che però non può e non deve passare inosservato è l’aspetto legato al maltrattamento degli animali. Oltre il fatto che sia quanto mai contro natura addestrare una tigre per farla saltare dentro un cerchio infuocato o insegnare ad una foca come palleggiare con un pallone, il problema ulteriore è che questi animali (al contrario degli artisti) non scelgono. Non scelgono di allenarsi, non scelgono di sfidare i loro limiti naturali e, soprattutto, non scelgono di vivere in gabbia. “Vogliamo un circo umano” non vuole essere un’azione politica contro la bellezza ludica e romantica del circo: mai! Vuole solo rispettare il corso della natura e fare vivere le razze animali negli ambienti di loro competenza.

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Molti volontari LAV, ogni anno, vanno a visitare i circhi italiani beneficiari dei contributi dello stato e spesso scoprono delle condizioni di disagio decisamente preoccupanti. Un interessantissimo opuscolo consegnatoci “Liberiamo gli animali dai circhi” di Nadia Masutti e Laura Panini denuncia senza mezzi termini tutte queste situazioni disumane. È il caso, ad esempio, del signore Eugenio Vassallo che negli ultimi 5 anni è riuscito a ricevere contributi da tre differenti proprietà a suo nome, per un totale di 357.00.00 euro! In tempi di crisi economica, d’altronde, ognuno fa quello che può. Al di là dello sperpero di danaro il problema ancor più evidente è, però, un altro. Al signor Vassallo sono state sequestrate due tigri e due elefanti a causa di mancanze riguardanti diverse documentazioni necessarie. Se per le tigri c’è la consapevolezza di dove ora siano, ovvero presso il Centro CRASE del WWF di Semproniano (in attesa di una definitiva sistemazione), per gli elefanti il discorso è complicato. I due pachidermi, a quanto pare, sono stati immediatamente portati all’estero per eludere il sequestro. D’accordo che il circo è anche sinonimo di magia, ma far sparire due bestie di tale portata senza che nessun controllo doganale li abbia fermanti, è un’operazione complicata anche per il miglior illusionista. Fatto sta: il circo continua felicemente ad esercitare e anche per il prossimo anno è in lizza per poter usufruire di finanziamenti pubblici.

La LAV di casi come questo ne ha pieni i suoi archivi. La 3 giorni proposta rappresenta, quindi, un banco di prova importante per diffondere e propagandare una tematica inattaccabile ed eticamente giusta come quella del divieto degli animali all’interno dei circhi.

All’inaugurazione hanno partecipato anche la parlamentare Gabriella Giammanco, la presentatrice televisiva Licia Colò e l’attore Massimo Bonetti, facendo degli interventi pungenti che hanno fatto capire come il problema stia, lentamente, diffondendo anche in diversi settori dell’opinione pubblica. La giornata si è conclusa con la performance del Circus Bosch, un circo contemporaneo senza animali. A dimostrazione che ci si può divertire, ridere e passare del tempo in allegria anche senza andare a disturbare i nostri cari amici animali.

Alessandro Ribaldi

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