Ador, la cittadina spagnola in cui la siesta pomeridiana è obbligatoria

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Alzi la mano chi, di fronte al caldo torrido delle ultime settimane, non ha sognato almeno una volta di poter rimanere in casa dopo pranzo, magari per schiacciare un pisolino, invece di dover sfidare, per lavoro o per svolgere commissioni, l'afa opprimente del primo pomeriggio.

Se siete tra questi "accaldati sognatori", ecco il posto che fa per voi: Ador, la cittadina spagnola in cui la siesta pomeridiana viene raccomandata da un'ordinanza comunale.

Uffici, bar e negozi chiusi e obbligo di restare in casa a riposare dalle 14 alle 17, e cioè nelle ore più calde della giornata. Lo stabilisce un decreto emanato questa estate dal sindaco del piccolo Comune spagnolo (1.400 abitanti appena), situato a sud di Valencia: l'obiettivo è far fronte all'ondata di caldo che ha investito l'intera regione, con temperature che si aggirano da settimane intorno e al di sopra dei 40°.

Così, ogni pomeriggio alle 13.30 un agente della polizia locale è incaricato di percorrere le vie della cittadina ricordando a tutti che sta per scattare l'ora del riposo, da onorare rimanendo all'interno delle abitazioni e non provocando rumori (quali musica o televisione ad alto volume) che possano disturbare la quiete altrui.

"Le organizzazioni internazionali hanno evidenziato l'importanza della siesta, raccomandando un riposo di mezzora o giù di lì." – ha spiegato Joan Faus, sindaco di Ador e insegnante in pensione – "Non ci sono mai stati problemi, ma per chi infrange la regola non sono previste sanzioni. Più che un obbligo, è una raccomandazione. [...] Questa è una zona agricola, in cui le persone tendono ad alzarsi presto per lavorare nei campi, per poi rientrare in casa a mezzogiorno, evitando le temperature elevate. Chi si alza presto ha bisogno della siesta per riposare e recuperare energia. Da qui, l'ordinanza."

Il decreto tiene conto del fatto che, a causa della calura soffocante, anche in assenza dell'obbligo di siesta le ore del primo pomeriggio sarebbero molto poco produttive: meglio, allora, raccomandare a tutti di sfruttarle per rilassarsi e ricaricarsi all'interno delle proprie abitazioni, proteggendo la popolazione, e soprattutto anziani e bambini, da malori collegati alle temperature elevate.

È probabile che l'idea di una "siesta pomeridiana per legge" faccia sorridere qualcuno (mentre qualcun altro vorrebbe, magari, vedersela imporre...), ma in alcune situazioni la sospensione di alcune attività nelle ore più calde può rivelarsi davvero figlia del buon senso.

Basti pensare che, proprio in queste ore, a Genova si sta discutendo se introdurre eccezionalmente, nel caso in cui l'ondata di afa che ha investito la città non dovesse placarsi, il riposo obbligatorio nella fascia oraria 12-17 per negozi, uffici pubblici e postali, in modo da tenere le persone all'interno delle proprie abitazioni e contenere il più possibile rischio di colpi di calore e di malori in strada.

O che nel Regno Unito si sta spingendo per una legge che obblighi i datori di lavoro a mandare a casa il personale se la temperatura del proprio ambiente lavorativo è superiore a 30°C, o 27°C per coloro che svolgono lavori usuranti.

Ed è così che la siesta, un rito tipico della cultura spagnola e mediterranea, amato anche da tanti Italiani, può diventare uno strumento utile per affrontare al meglio il caldo torrido di questi giorni, minimizzando i rischi per la salute e permettendo alle persone di ritrovare le energie perdute.

Lisa Vagnozzi

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