Come ridurre le emissioni dell’acqua minerale: il caso San Benedetto

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Sostenibilità: è questa la parola chiave se si vuole che il futuro delle generazioni che verranno sia migliore. E non c’è azienda al mondo che non possa dare il suo concreto contributo: partendo dalla produzione, passando per la commercializzazione fino ad arrivare alla comunicazione, tutto può girare attorno alla consapevolezza che ogni cosa si può fare nel rispetto dell’ambiente.

Dall’ammodernamento degli impianti all’utilizzo di materiali adeguati ad iniziative ecofriendly, come può un’impresa fregiarsi del titolo di “amica del Pianeta”?

Lo sa bene San Benedetto, il gruppo che ha fatto suo un semplice presupposto: il proprio prodotto – l’acquanon è opera dell’uomo ma della natura, pertanto va preservato nel migliore dei modi possibili e reso disponibile a tutti.

La mission di acqua San Benedetto

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In poche parole, “Risorse per la Vita – imparare dalla natura per creare benessere”: quella del Gruppo Veneto è una ricerca costante del benessere altrui e del rispetto della purezza dell’acqua, nel puntuale miglioramento di mezzi e soluzioni.

Per questo quotidianamente vengono effettuati controlli lungo tutta la filiera, ognuno di essi fondamentale per valutare il livello di sicurezza delle fonti e garantire la tutela di un bene primario quale l’acqua.

Una filosofia che ha portato nel 2009 a un accordo volontario sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente e cha ha fatto di San Benedetto la prima realtà industriale italiana ad avviare programmi di rilevazione delle emissioni di anidride carbonica in tutti i settori (attività di produzione, distribuzione, uffici e laboratori).

Ma non finisce qui: all’accordo siglato 10 anni fa hanno fatto seguito quelli firmati nel 2016, nel 2018 e nel febbraio del 2019, con cui San Benedetto si è impegnata a migliorare le prestazioni ambientali del prodotto acqua minerale e a contribuire all’iniziativa pilota della Commissione Europea volta a elaborare linee guida per la valutazione degli impatti ambientali dei prodotti (Product Environmental Footprint) del settore acque minerali imbottigliate.

Le 4 R

Mirabile esempio di sostenibilità è la ricerca costante delle “4 R”. Il Gruppo Veneto, infatti, segue queste efficacissime 4 regole:

  1. “R” come Razionalizzazione: nuovi processi produttivi, nuovi materiali e nuovi metodi. Le emissioni di CO2 si riducono se si rendono ottimali gli impianti, si recupera il calore nelle aree di imbottigliamento, si procede all’automatizzazione della climatizzazione degli stabilimenti e degli uffici, si razionalizzano i costi nella produzione di energia termica, si installano moduli fotovoltaici e led.
  2. “R” come Riduzione: San Benedetto riduce l’impiego di PET nella realizzazione dei packaging. Il Gruppo veneto ha registrato, dal 2013 al 2018, una riduzione del peso delle bottiglie della linea Ecogreen, che comprende, oltre alla bottiglia 1L “Easy” anche i formati da 2L, 1,5L e 0,5L – con il 100% delle emissioni neutralizzate e che utilizza dal 10% fino al 50% di RPET (plastica riciclata).
  3. “R” come Riciclo: tutti i prodotti  della linea Ecogreen presentano packaging realizzati con la plastica riciclata (RPET). In 5 anni, solo con la Linea Ecogreen, si sono ridotte le emissioni di gas effetto serra del 18,7%, pari a 4.223 t.
  4. “R” come Responsabilità: non solo dentro, ma anche fuori dall’azienda, con il finanziamento di progetti di tutela dell’ambiente per compensare le emissioni di CO2 equivalente in misura pari a quelle generate dalla propria produzione.

Diversificazione delle fonti

Ultimo punto fondamentale è la diversificazione della produzione in cinque siti italiani: Scorzè, Popoli, Donato, Viggianello e Atella, avvicinando la produzione ai luoghi di consumo. Anche in questo modo si riduce l’impatto ambientale: diminuiscono i trasporti e, quindi si abbattono le emissioni di anidride carbonica.

Si tratta del “Progetto Network”, con cui San Benedetto ha portato il proprio impegno di sostenibilità e di qualità su tutto il territorio italiano attraverso un’attenta ricerca di fonti scelte per la bontà delle acque e la localizzazione geografica.

Così facendo, nel 2018 si è evitato di percorrere più di 24mila km “su gomma”, ovvero l’equivalente di circa 13 volte l’Italia intera da Nord a Sud e viceversa, ed è stata evitata l’emissione di ben 19.618 t di CO2 eq.

Se non è acqua sostenibile questa!

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