Posso essere ciò che voglio: il potente video che ogni bambina dovrebbe vedere

Anna Magnani

Posso essere ciò che mi va, ribelle, libera, fragile, forte: il bellissimo video dell’Unicef dedicato alle bambine di tutto il mondo con Anna Magnani, Anna Frank, Samantha Cristoforetti, Greta Thunberg.

8 marzo: davvero abbiamo raggiunto la parità? Davvero io, bimba, da grande posso diventare un’astronauta o una leader politica? Certo che sì, ma a quale prezzo? I pregiudizi, quelli che stroncano, sono tanti, e dall’istruzione fino all’accesso al mondo del lavoro sono ancora troppi gli ambiti in cui le donne sono penalizzate. Eppure, anche loro hanno il diritto ad autodeterminarsi e a poter essere ciò che vogliono!

A ricordarcelo è UNICEF Italia che lancia la campagna #8marzodellebambine con un nuovo rapporto e il video “Posso essere quello che voglio” per la promozione della parità di genere a tutti i livelli.

Posso essere ciò che mi va, ribelle, libera, fragile, forte: il video scorre una serie di immagini di donne che in qualche modo hanno segnato la loro epoca: da Anna Magnani ad Anna Frank a Samantha Cristoforetti fino ad arrivare alla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg.

In tutto il mondo 600 milioni di ragazze avrebbero le potenzialità per diventare imprenditrici, scienziate, visionarie, leader politiche capaci di dare vita a importanti cambiamenti, ma ogni giorno molte di loro incontrano barriere che ostacolano questo percorso. E sono costrette ad abbandonarlo e a chiudere i loro sogni nel cassetto.

Perché? Perché in almeno cinque grossi ambiti le donne sono ancora vittime di soprusi e umiliazioni che negano ogni loro dignità:

Istruzione

Il 10% delle bambine in età da scuola primaria non la frequenta. Molte altre non possono iscriversi alle scuole secondarie e hanno bisogno di sostegno per sviluppare competenze di base nella lettura e in matematica. 131 milioni di ragazze nel mondo sono fuori dalla scuola.

Parità di genere

1 giovane ragazza su 3 – rispetto a 1 ragazzo su 6 – tra i 15 e i 29 anni, non lavora, non riceve un’istruzione o corsi di formazione. Solo il 66% dei paesi hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria, il 45% nell’istruzione secondaria inferiore e il 25% in quella secondaria superiore.

Protezione/Violenza

Ancora ora oggi nel mondo, ogni 10 minuti, un’adolescente muore a causa di violenza; la gravidanza e il parto sono le principali cause di morte e malattia tra le adolescenti. A livello globale circa 15 milioni di ragazze adolescenti tra i 15 e i 19 anni sono state costrette rapporti sessuali o altri tipi di violenza sessuale durante la loro vita. Nel 2017 dei circa 1,2 milioni di adolescenti tra i 15 e i 19 anni che vivevano con HIV, 3 su 5 erano ragazze e ogni 3 minuti un’adolescente viene contagiata da HIV.

Matrimoni precoci

Secondo i dati dell’UNICEF, il numero complessivo di ragazze sposate da bambine è intorno ai 12milioni all’anno (con una riduzione globale di circa 25 milioni di matrimoni in meno rispetto a quelli previsti 10 anni fa a livello mondiale). Secondo le statistiche, senza un’ulteriore accelerazione, più di 150 milioni di ragazze in più si sposeranno prima del loro 18esimo compleanno entro il 2030

Mutilazioni genitali femminili

Nel mondo, almeno 200 milioni di donne e ragazze sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili. Si stima che altre 68 milioni di ragazze subiranno mutilazioni genitali femminili entro il 2030 senza una forte accelerazione nell’azione per porre fine a questa pratica.

E noi cosa possiamo fare?

È ancora UNICEF Italia che ci consiglia “5 cose che posso fare ogni giorno”:

  • Utilizzare un linguaggio rispettoso delle differenze di genere
  • Leggere ai bambini e alle bambine libri che abbiano protagonisti maschili o femminili che non riproducano stereotipi di genere
  • Aggiungere possibilità: sin dalla prima infanzia lasciare i bambini e le bambine liberi di giocare con quello che preferiscono, i colori che preferiscono, i mestieri che preferiscono
  • Praticare l’uguaglianza: dare il buon esempio nel quotidiano dividendosi i compiti del lavoro domestico e della cura
  • Garantire a ogni bambina e a ogni bambino la possibilità di essere ciò che vogliono, lasciando loro la possibilità di essere uguali solo a se stessi

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