Via i menù salutari introdotti da Michelle Obama nelle mense: Trump vuole riportare hamburger e patatine a scuola

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Più patatine fritte, hamburger e pizza e meno frutta e verdura. Quello che è stato fatto da Michelle Obama ai tempi delle presidenza di Barack va letteralmente a finire alle ortiche. A tutto vantaggio delle lobby dell’industria alimentare, infatti, l’amministrazione Trump avrebbe deciso di dire addio alle norme sulla corretta alimentazione nelle scuole e restaurare i vecchi menù.

Lo ha annunciato venerdì scorso (giorno di compleanno di Michelle Obama) il ministero dell’Agricoltura guidato da Sonny Perdue, 73 anni, ex veterinario ed ex governatore della Georgia, che avrebbe arrancato come scusa quella della “spreco alimentare”.

Il Dipartimento dell’Agricoltura sostiene infatti che le regole dell’era Obama stanno portando a costi elevati e a dilaganti sprechi alimentari.

Le scuole e i distretti scolastici continuano a dirci che c’è ancora troppo spreco di cibo e che è necessaria una maggiore flessibilità di buon senso per fornire agli studenti pasti nutrienti e appetitosituona Perdue dalle pagine del New York Times. Abbiamo ascoltato e ora stiamo andando al lavoro”.

Il lavoro di Michelle

L’attuale normativa sui pasti fu stata stabilita ai sensi del Healthy Hunger-Free Kids Act del 2010 promosso proprio da Michelle Obama. Tale legge ha fissato nuovi standard per i pasti scolastici per gli studenti per garantire che i bambini abbiano più verdura, più frutta, cibi ricchi di cereali integrali e latte senza grassi. Ad esempio, la legge imponeva agli studenti di consumare frutta ad ogni colazione scolastica e le scuole furono incaricate di servire una determinata quantità di verdure che includano sia verdure a foglia verde che piante amidacee.

L’ex First Lady ha insomma insistito per aggiornare gli standard federali sulla nutrizione e per portare cibi più sani nelle scuole. Ha piantato l’orto della Casa Bianca – il primo vero giardino dopo il “Giardino della Vittoria” della seconda guerra mondiale di Eleanor Roosevelt – e ha invitato gli studenti a seminare e raccogliere ogni anno. E ha creato la prima task force sull’obesità infantile e la campagna “Let’s Move!”, che mirava a convincere i bambini a impegnarsi in 60 minuti di attività fisica ogni giorno.

La proposta dell’Amministrazione Trump

Ora, e per la seconda volta (già nel dicembre 2018 l’amministrazione Trump cercò di eliminare le regole che cercavano di rendere più sani i pasti scolastici. Il Center for Science in the Public Interest e gli avvocati generali di sei stati e il Distretto di Columbia fecero allora causa, sostenendo che si mettevano a rischio milioni di bambini), le regole proposte dalla nuova amministrazione mirano a dare alle scuole una maggiore flessibilità nel determinare gli standard nutrizionali perché conoscono meglio i propri alunni”, ha affermato il dipartimento dell’Agricoltura in una nota, sostenendo che i cambiamenti proposti hanno a che fare con le scuole che affermano che “c’è ancora troppo spreco di cibo e che è necessaria una maggiore flessibilità di buon senso per fornire agli studenti pasti nutrienti e appetitosi”.

I critici hanno rapidamente sottolineato che l’amministrazione Trump sta effettivamente rendendo più facile per le scuole servire pasti meno salutari con il pretesto di semplificare il sistema. Se implementate, le nuove regole proposte “creerebbero un’enorme lacuna nelle linee guida per l’alimentazione della scuola, aprendo la strada ai bambini nella scelta di pizza, hamburger, patatine fritte e altri alimenti ricchi di calorie, grassi saturi o sodio al posto di pasti scolastici equilibrati ogni giorno”, avverte Colin Schwartz, vicedirettore degli affari legislativi del Center for Science in the Public Interest.

Secondo gli esperti, i bambini di famiglie a basso reddito sarebbero maggiormente colpiti dalle nuove regole. Per molti bambini a basso reddito, di fatto, la scuola rappresenta l’unica opportunità per accedere a un pasto nutriente.

Per i 30 milioni di studenti che dipendono da pranzi scolastici gratuiti ea basso costo sovvenzionati dal governo federale, gli standard nutrizionali rilassati potrebbero essere estremamente dannosi”, scrivono.

Le regole imposte da Michelle Obama furono effettivamente un modo rivoluzionario di fornire agli studenti a basso reddito pasti salutari, ora, allentando queste regole, l’amministrazione Trump sta esacerbando un sistema in cui solo coloro che possono permettersi di mangiare sano saranno in grado di fare così.

E, si sa, una cattiva alimentazione durante l’infanzia può avere effetti duraturi, in particolare se si formano abitudini e se i ragazzi continuano poi con una dieta povera di nutrizione nel corso di diversi anni. Gli impatti a lungo termine vanno da un aumentato rischio di obesità, a malattie cardiache, diabete e a tutta una serie di squilibri fisici.

L’Healthy Hunger-Free Kids Act del 2010 fu creato proprio per combattere questi problemi di salute e ci sono prove che ha funzionato. Secondo la revisione del programma del Dipartimento dell’Agricoltura del 2019, infatti, i punteggi per l’Indice di alimentazione sana (che misura la qualità della dieta) sono aumentati drasticamente da 49,6 nel 2009-2010 a 71,3 nel 2014-2015.

Questi punteggi, tuttavia, potrebbero scendere dopo i nuovi obiettivi dell’Amministrazione Trump, a tutto discapito dei 14 milioni di minori americani (il 19% del totale) considerati obesi.

Staremo a vedere come andrà a finire.

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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