Telefono Azzurro ritira il video #primaibambini, ma ancora non ha capito cosa ha fatto indignare l’Italia

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Caro Telefono Azzurro,

siamo felici di sapere che hai rimosso il video che in questi giorni ha destato scalpore, per usare un eufemismo. Per quanto il tuo  lavoro negli ultimi anni sia stato encomiabile, questa volta hai proprio toppato, anche nel comunicare la rimozione della tua campagna sbagliata.

Sì, hai tolto il video ma forse non hai ancora capito, nonostante le migliaia di commenti al vetriolo, che le scuse non riparano il danno fatto. Dalle scuse è chiaro che tu non abbia compreso fino in fondo cosa abbia fatto indignare tutta l’Italia.

Le parole sono importanti, caro Telefono Azzurro, soprattutto quando si parla di diritti, ma dopo aver esultato per la rimozione del video, certi della tua buona fede, siamo ancora perplessi.

Le scuse continuano a non rendere giustizia alle due categorie, loro malgrado, coinvolte nel messaggio veicolato: i bambini e gli animali.

Non è il coinvolgimento del cane ad aver turbato gli animi:

“Non intendevamo creare alcuna contrapposizione tra i bambini e le categorie vulnerabili: sarà nostro impegno rimuovere il video, poiché abbiamo compreso che il coinvolgimento del cane ha turbato la sensibilità di molti e di questo ci scusiamo.”

Non c’è bisogno di essere animalisti per capire che associare bambini e animali sia fuori luogo: non ha né capo né coda. Dire che occorre tutelare i diritti dei bambini è un’ovvietà, così scontata che sembra quasi inutile da ribadire. Ciò che tu, caro Telefono Azzurro, forse non hai ben compreso è che per perorare i diritti di qualcuno non si debbano privare i diritti di altri. I diritti dovrebbero essere universali, non un tira e molla.

Su una cosa siamo d’accordo: la tutela dei diritti dei bambini. Insindacabile. Ma per il resto la tua campagna è tecnicamente sbagliata. Il primo errore è comunicativo. Qual è il messaggio insito alla campagna? Cosa potrebbe pensare inoltre un bambino che vive con un amico a quattro zampe? Che bisogna necessariamente guardarci con sospetto gli uni con gli altri?

Un altro errore è etologico. Non occorre essere veterinari o esperti di animali per sapere che verosimilmente un cane, in una situazione di pericolo, avrebbe segnalato la presenza del bambino invitando i soccorritori a salvarlo. O si sarebbe addirittura gettato tra le fiamme per portarlo al sicuro. Possiamo raccontare numerose storie in cui gli animali si siano sacrificati per salvare gli umani.

E poi c’è un errore, quello che ci fa più male, riassunto dalla triste parola contrapposizione. Suo malgrado, la campagna ha regalato ancora una volta un esempio di lotta, di primati a tutti i costi, di schieramenti che in questo caso coinvolgono due categorie estremamente fragili. Una guerra verbale, che però ha solo perdenti.

I bambini devono veder tutelati i loro diritti (chi oserebbe negarlo!) ma ciò non ha nulla a che vedere con quelli degli animali. Ai bambini dovremmo insegnare invece altre due parole: empatia e inclusione. Dovremmo dir loro che occorre mettersi nei panni degli altri per capirli fino in fondo e aiutarli, durante le difficoltà.

Dovremmo sentirci uniti quando si affronta un problema, in barba a qualunque divisione. Non innescare una guerra tra invisibili.

Le associazioni

Anche le associazioni animaliste hanno invitato il Telefono Azzurro a correggere il tiro:

Sara Turetta, Presidente della Lega Nazionale del cane, ha scritto su Twitter:

“Siamo soddisfatti per il ritiro dello spot dai social di Telefono Azzurro e speriamo che sia ritirato anche da tutti i circuiti della distribuzione. Riteniamo che questa campagna, lanciata con l’hashtag #primaibambini,  sia diseducativa e lontana da ogni principio etico che vuole l’inclusione e non l’esclusione” ha aggiunto il presidente di Oipa Italia, Massimo Comparotto. “Sul piano sociale genera divisioni e fratture fondate su false suggestioni del tipo “chi aiuta gli animali non ama i bambini”. In conseguenza di questo video-spot, Telefono Azzurro ha probabilmente perduto diversi sostenitori amici  degli animali. Perché chi ama gli animali ama anche gli umani”.

Ci vanno giù pesante la Lav, Lndc e Save the dogs che hanno parlato di autogoal sia dal punto di vista dell’immagine che da quello educativo perché un messaggio di amore non dovrebbe mai essere divisivo, ma inclusivo. Le associazioni hanno presentato istanza all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria per la rimozione dello spot e lo hanno segnalato al Garante per l’infanzia e l’adolescenza:

“A seguito dei numerosissimi commenti negativi ricevuti, il Telefono Azzurro ha prima cercato di giustificare maldestramente la propria scelta e poi ha finalmente rimosso il video dai social e da YouTube dicendo che il messaggio che volevano mandare era stato frainteso. Resta da appurare se abbia provveduto anche ad annullare i passaggi televisivi che erano stati già programmati” proseguono le associazioni.

Quello che ci auguriamo, caro Telefono Azzurro, è che tu possa finalmente aver capito cosa abbia turbato gli italiani. Oggi più che mai le divisioni non servono, a nessuno, senza distinzione di specie…

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Telefono Azzurro

Alcune reazioni negative manifestate nei confronti del video diffuso ieri, in occasione della giornata mondiale dell’infanzia, rendono doverosa una precisazione da parte di Telefono Azzurro, per ribadire l’urgenza che ha animato l’associazione in questa circostanza. #PRIMAIBAMBINI indica una priorità, non un’opzione. L’hashtag vuole sottolineare come i bisogni dei più piccoli debbano immediatamente essere inseriti nelle agende istituzionali con precedenza su tutto il resto, anche sugli adulti. La casa in fiamme dimostra che non c’è più tempo: la lontananza dalla scuola, dal gioco e dalle relazioni ha un impatto distruttivo sul benessere psico-fisico dei minori. Il cane, che amiamo e rispettiamo al pari degli altri esseri viventi, non vuole essere una vittima da lasciare indietro quanto piuttosto ricordarci che la stessa devozione dimostrata al nostro amico fedele spetta a tutti i bambini che, invece, fin dal primo DPCM sono stati messi da parte. Per suscitare una reazione emotiva abbiamo usato scene forti, ma la difesa dell’infanzia è un argomento decisivo per il nostro futuro: i bambini prima di tutto, anche degli adulti.

Fonti di riferimento: Oipa, Lav, Lndc e Save the dogs, Telefono Azzurro/Facebook

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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