I bambini hanno bisogno di limiti. La tecnica delle 3 zone per insegnare loro ad autoregolarsi

Tecnica tre zone per i bambini

Quanto sono importanti le regole per i bambini? La libertà viene prima di tutto? Queste e tante altre domande frullano spesso nella testa dei genitori e non è facile trovare una risposta univoca, perché l’educazione varia a seconda delle persone e dei contesti, influenzata da una molteplicità di fattori fra cui la propria visione della vita.

Fior fiore di esperti, educatori, psicologi nel corso del tempo hanno cercato di individuare metodi educativi efficaci per insegnare ai bambini il rispetto delle regole senza comprometterne troppo la libertà, e alcuni di essi hanno riscosso particolare successo.

Fra questi la cosiddetta tecnica delle 3 zone di Haim G. Ginott, insegnante, psicologo infantile e psicoterapeuta, divenuto famoso in tutto il mondo per il libro “Between Parent and Child“, di cui parla anche John Gottman in “Intelligenza emotiva per un figlio“, libro incentrato sulla relazione tra genitori e figli e su come i primi possono diventare allenatori emotivi dei propri bambini, crescendoli più felici e forti.

Tornando al metodo di Ginott, il modo migliore per applicare le regole è stabilire 3 zone di comportamento, che vanno di volta in volta riadattate all’età del bambino. In questo modo si evitano limiti troppo costrittivi, controproducenti quanto un’eccessiva libertà, aiutando i piccoli ad auto-regolarsi e a essere più consapevoli delle proprie azioni.

Le tre zone sono le seguenti:

  • zona verde, che include i comportamenti autorizzati, quelli che possono fare in totale libertà;
  • zona gialla, che include i comportamenti non autorizzati ma tollerabili a seconda dell’età e del contesto;
  • zona rossa, che include i comportamenti vietati, che non devono essere in alcun modo giustificati.

Come definire le zone? Per esempio, mettere in disordine la cameretta e non riordinare può essere un comportamento da zona rossa per un bambino di 10 anni, mentre per un bimbo di 5 anni rientra nella zona gialla, dato che può avere ancora bisogno di aiuto da parte dei genitori. Ci sono infatti comportamenti “sbagliati” che dipendono dall’età e non da un’effettiva mancanza.

A ogni modo, la definizione delle diverse zone è a discrezione del genitore, a seconda di ciò che ritiene opportuno, inopportuno o intollerabile. Perché chiaramente non possiamo pensarla tutti allo stesso modo!

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