8 marzo: i diritti negati di 2,5 milioni di spose bambine

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Ogni anno 2,5 milioni di ragazze al di sotto dei 16 anni diventano mogli e madri, per 62 milioni la scuola è una risorsa inaccessibile, in occasione della Giornata internazionale della donna, ecco il triste bilancio di Save the children.

Matrimoni precoci, spose bambine, scarso accesso ai servizi di base come salute e istruzione e violazione permanente dei diritti delle donne. In alcuni paesi, più di 16 milioni e mezzo di ragazze partoriscono tra i 15 e i 19 anni e 2,5 milioni prima di compierne 16.

Oltre a comportare gravi rischi per la salute delle mamme bambine e dei loro neonati, le complicazioni durante la gravidanza e il parto precoce sono la prima causa di morte, si stimano infatti quasi 70mila decessi.

Ma non solo, secondo Save the children, sono 30 milioni quelle esposte al rischio di subire una mutilazione genitale. 12 milioni ogni anno quelle che si sposano prima dei 18 anni e 2,6 miliardi le donne che vivono in paesi dove lo stupro coniugale non è considerato di fatto un crimine.

matrimoni precoci1

Essere donne nella maggior parte dei Paesi del mondo significa ancora oggi diritti negati, violenze fisiche, psicologiche o sessuali. Le adolescenti chiedono di essere libere di perseguire le proprie speranze e i propri sogni, libere di vivere la vita che scelgono di costruire per se stesse.

“E, invece, dalle testimonianze strazianti delle bambine Rohingya in fuga dal Myanmar alle spose precoci siriane, dalle studentesse rapite in Nigeria alle giovani vittime di tratta per lo sfruttamento sessuale nel Mediterraneo, quello che emerge è che le ragazze sono meno libere rispetto ai loro coetanei maschi di vivere la propria infanzia, di accedere all’istruzione o di prendere autonomamente decisioni fondamentali per il loro futuro” spiega Daniela Fatarella, vicedirettore generale di Save the Children Italia.

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Per questo motivo l’organizzazione chiede alla comunità internazionale e ai governi di combattere attivamente i tre ostacoli: i matrimoni precoci, lo scarso accesso ai servizi di base, inclusi salute e istruzione, il mancato ascolto della voce delle ragazze nei processi decisionali pubblici e privati.

“Queste tre barriere sono violazioni permanenti dei diritti delle bambine e delle adolescenti e rappresentano degli ostacoli enormi al progresso nelle aree di sviluppo” conclude Daniela Fatarella.

Dominella Trunfio

Foto

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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