Come spiegare il coronavirus ai bambini (e le norme da insegnare)

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Il coronavirus è un po’, in questo momento, come il Babau (o il lupo cattivo) che si fa avanti in cameretta quando tutto è buio, mettendo paura perché invisibile e sconosciuto. Babau da cui non sai cosa aspettarti, che immagini come potenzialmente letale ma che, spesso, scompare prima di accendere la luce.

Esiste? Non esiste? Il Babau, a quanto pare, è solo frutto dell’immaginazione, il coronavirus invece, pur essendo invisibile all’occhio umano, esiste davvero. Ma cosa fa? È cattivo? Innocuo? Che dicono i grandi al riguardo, loro che di solito dei mostri non hanno paura?

I grandi, o perlomeno una parte, questa volta hanno paura ed è normale che provino questa emozione perché, per certi versi, è sana. Qualcosa di sconosciuto, potenzialmente minaccioso per la nostra salute, ci tocca sul vivo. È normale provare timore ma sta a noi sfruttarlo in modo costruttivo evitando che prenda il sopravvento sul buonsenso e utilizzandolo per alimentare un senso di responsabilità che tutti abbiamo gli uni nei confronti degli altri, oltre che verso noi stessi.

La responsabilità è importante, la si impara crescendo, la si impara spesso anche sbagliando, non è un qualcosa che possa essere definito in modo chiaro, ma dovrebbe avere a che fare, fra le altre cose, anche con il rispetto verso l’altro. In questo caso specifico, ognuno di noi ha la responsabilità di agire nell’interesse di tutti, facendo affidamento sui consigli delle persone più autorevoli in materia, e quindi sui medici e sugli scienziati. Che non hanno la verità in tasca ma che, se non altro, non si sono improvvisati tali.

Il senso di responsabilità verso se stessi e verso la comunità induce i grandi ad adottare quelle che vengono chiamate misure preventive, semplici raccomandazioni da mettere in pratica nella quotidianità per evitare il contagio.

Perché bisogna evitarlo? Perché questo coronavirus è ancora sconosciuto e quindi, i grandi, non sanno come curarlo. Se per la normale influenza ci sono medicine ad hoc, per l’influenza da coronavirus, parliamo di influenza perché i sintomi di solito sono simili con tanto di febbre, raffreddore e tosse, non c’è ancora alcun rimedio. Quindi la cosa migliore da fare è prevenirne la diffusione. In questo modo la malattia viene arginata almeno un po’ e fa meno paura.

Inoltre per i bambini c’è una buona notizia perché, a quanto pare, riescono a resistere al virus che in ogni caso, e questo vale per tutti, ha una mortalità molto bassa. Lo specifica anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che dichiara:

I bambini sembrano essere meno colpiti dall’infezione e mostrano un andamento benigno rispetto all’adulto, anche se non sono ancora chiari i meccanismi di base. Tuttavia, sappiamo che i Coronavirus sono la causa più frequente di raffreddore e i bambini vanno incontro ripetutamente a infezioni da coronavirus: è possibile che la risposta immunitaria a infezioni recenti da Coronavirus aiuti i bambini a difendersi meglio anche dal nuovo Coronavirus. Inoltre, il sistema immunitario dei bambini potrebbe essere in grado di rispondere meglio all’infezione perché più reattivo.”

Prima di illustrare le norme da insegnare ai più piccoli, vogliamo aggiungere che loro percepiscono la nostra agitazione e che è meglio non preoccuparli, facendosi prendere dal panico. Come premesso, la paura è naturale, ma è importante imparare a gestirla e renderla costruttiva, serve anche a loro come esempio. Non permettiamole, quindi, di prendere il sopravvento rendendoci vittime di allarmismi esagerati, che sono inutili e pericolosi sia per noi che per i nostri figli. Consideriamola per quello che è, un “allarme” che non deve annientarci ma aiutarci ad affrontare nel modo più equilibrato possibile la situazione.

Le norme da insegnare

Per quanto riguarda le misure preventive, che sono in questo momento la cosa più importante sia per grandi che piccini, ecco l’elenco delle norme da insegnare ai bimbi sulla base delle informazioni fornite dal Ministero della Salute:

  • lavare frequentemente le mani con il sapone almeno per 40-60 secondi, aiutandoli a passarlo bene sotto e sopra le mani, e se si è fuori casa, e non c’è possibilità di farlo, lavarle con gli igienizzanti appositi. Averne uno in tasca male non fa! Qui trovate tutte le informazioni dettagliate su come farlo nel modo corretto;
  • starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito piegato, in modo che le gocce non raggiungano altre persone. Perché il virus si trasmette soprattutto così! I fazzoletti vanno poi gettati in un cestino chiuso, quindi ci si lava di nuovo le mani, che è la cosa più importante.
  • levare le scarpe e togliere i vestiti sporchi al rientro a casa.

Detto questo, non serve preoccuparsi troppo, i virus esistono da sempre e sempre esisteranno, e troveremo una soluzione per arginarne i danni. Nel frattempo aiutiamoci gli uni con gli altri adottando le misure consigliate dagli esperti, è compito di tutti noi essere responsabili, fin da piccoli, senza diventare allarmisti.

FONTI: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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